Prato, cataratta impossibile: c’è la pre-lista. "E radiografia solo in montagna"

Odissea per una coppia di ottantenni. "Al Cup in farmacia non ci hanno dato indicazioni sui tempi"

Un esame della vista (foto di repertorio)
Un esame della vista (foto di repertorio)

Prato, 9 maggio 2023 – La sanità pubblica è sempre più un mare magnum in cui i cittadini si smarriscono. E l’unica bussola alla quale aggrapparsi rimane la sanità privata, che risponde in tempi rapidi alle richieste degli utenti, assicurando esami e visite nell’arco di poche ore o di pochi giorni. Ma non è così che dovrebbe funzionare, visto che ai servizi e alle prestazioni del welfare contribuiscono tutti i cittadini.

Stavolta l’ennesima protesta di fronte all’impossibilità di prenotare esami e visite arriva da una coppia di ottantenni, 85 anni lei, Anna Baldi, e 82 lui, residenti in città nella zona dei Ciliani. Alla signora, mesi fa, è stato proposto un esame a San Marcello per una radiografia al piede, mentre il marito è stato inserito in una pre-lista per l’intervento ad una cataratta e per un Oct (tomografia ottica a radiazione coerente), senza nessuna certezza sui tempi. In più c’è stato il viaggio a vuoto alla segreteria di oculistica all’ospedale Santo Stefano.

«Fino alla visita con il professionista è andato tutto bene: il nostro medico di famiglia ha fatto la richiesta per l’oculista – racconta la donna – che per prenotare Oct e cataratta ci ha indicato di rivolgersi alla segreteria oculistica al pian terreno dell’ospedale Santo Stefano. Sapevamo di poter andare di persona il lunedì, il mercoledì e il giovedì dalle 8.30 alle 11. Siamo andati lì: non avevamo molte persone davanti. Quando è toccato il nostro turno, la doccia fredda. L’operatore ci ha detto che ’qui si prendono prenotazioni soltanto per quelli non residenti a Prato’. Per questo tipo di prestazioni ci è stato detto che dobbiamo rivolgerci al Cup".

Un viaggio a vuoto per i coniugi che, seguendo l’informazione appresa dall’operatore della segreteria di oculistica, si sono rivolti allo sportello Cup di una farmacia cittadina.

Nessuna buona notizia neppure dal sistema di prenotazione unica. "Mio marito è stato inserito in una pre-lista – prosegue amareggiata e molto contrariata la signora Baldi – Che cosa significa? Non lo so proprio. E quindi siamo tornati a casa senza avere niente in mano, senza una data e senza una certezza di quando mio marito sarà chiamato per Oct e cataratta. L’unico suggerimento che ci è stato dato è di chiedere ai nostri figli di provare a cercare un posto tramite il Cup online".

"Non solo – incalza la donna, scoraggiata – ho provato a contattare il Cup telefonico per prendere una visita oculistica per me, ma è impossibile parlare con un operatore".

Contro gli scogli della sanità pubblica, l’85enne si era già incagliata un mese e mezzo fa, quando necessitava di una radiografia ad un piede dolente.

"Al Cup in farmacia, dalle verifiche effettuate, risultava che la prima radiografia disponibile era per la fine di novembre al presidio di San Marcello. Ma stiamo scherzando? Prima di tutto il dolore all’arto era troppo forte e non potevo attendere così tanto; poi, soprattutto, la distanza da Prato a San Marcello è troppa. Chi mi avrebbe portata? Poi sarei dovuta risalire in montagna per ritirare raggi e referto". La soluzione, gioco forza, è stata soltanto una: chiamare un istituto privato cittadino. "Mi è stato dato un appuntamento proprio il giorno dopo, ma ho dovuto pagare – conclude con amarezza la lettrice – Così non può andare avanti. Non è giusto che non ci siano servizi sanitari dopo che si sono pagati per trent’anni, senza peraltro averne mai avuto necessità. Ora che la vecchiaia avanza, le esigenze di controlli e di prestazioni per tutelare la salute aumentano".