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Esplosione al deposito Eni: l'autotrasportatore Niccolai sopravvive per miracolo

Massimiliano Niccolai, autotrasportatore di Scandicci, sopravvive all'esplosione del deposito Eni grazie a un'intuizione.

Massimiliano Niccolai, autotrasportatore di 60 anni residente a Scandicci, è sopravvissuto all’esplosione del deposito Eni che ha intercettato qualche frazione di secondo prima dell’inferno. A fargli capire che c’era qualcosa che non andava bene è stato il comportamento di Vincenzo Martinelli, 51 anni originario di Napoli, residente a Prato dal 1998, che all’improvviso ha fatto un balzo indietro.

"Ero sceso dall’autobotte ed ero sotto la pensilina – ricorda Niccolai, che lunedì dopo l’incidente è stato trasportato da un’ambulanza del 118 al pronto soccorso del Santo Stefano da dove è stato dimesso nella stessa giornata – . Mi trovavo a due camion da dove di lì a poco è avvenuta l’esplosione. Ricordo di aver visto Martinelli che era davanti a me indietreggiare con il volto come impaurito e poi ho sentito un rumore, come un sibilo o una cannella d’acqua quando si apre. Successivamente lo scoppio violento. Sono salvo per miracolo".

Una versione che è suffragata anche da Enzo Celentano, un altro autista amico di Martinelli che ricorda "come l’autista che era a fianco a lui mi ha raccontato di aver visto fare a Vincenzo un salto indietro come quando ti spaventi di qualcosa, ma non ha avuto tempo di reagire".

Niccolai, che lavora per un’azienda di Firenze, è rimasto in osservazione al pronto soccorso pratese per tutta la giornata fino alla sera. Qui è stato sottoposto ad una serie di accertamenti, Tac e visite: gli è stato riscontrato del sangue negli orecchi per cui ieri è dovuto tornare al Santo Stefano per sottoporsi alla visita dell’otorino. Per un intero pomeriggio è rimasto senza notizie perché il suo telefono cellulare era rimasto sul camion.

"Lunedì avrei dovuto fare tre viaggi, dovevo rifornire la cisterna per l’aeroporto di Peretola – continua Niccolai – Per 22 anni ho lavorato nel settore delle benzine e da un anno e mezzo sono impiegato in un’azienda di rifornimento carburanti di Firenze". Niccolai ricorda quello schianto terribile delle 10,22 e 18 secondi e dice di "aver fatto un volo di un paio di metri per poi ritrovarmi a terra, circondato da lamiere, ma senza ferite".

Niccolai, nel timore di essere investito da un’altra ondata d’urto, è riuscito ad alzarsi e insieme "ad un altro vicino a me abbiamo saltato la rete di recinzione per mettersi a distanza di sicurezza". Niccolai, una volta fuori dall’inferno di fuoco e fumo nero, ha chiamato tramite un collega l’aeroporto e la ditta per informare di quanto appena accaduto perché "altrimenti non potevano sapere quello che mi era successo". E lui stesso continua a chiedersi come si sia salvato, pensando ai colleghi ed amici che non ci sono più spazzati via in un istante.