Alluvione a Prato, raddoppiati i fondi per la manutenzione. Preoccupa il Bisenzio

Tra il Cavalciotto e ponte Datini si sono accumulati massi e tronchi che possono ostacolare l’acqua e devono essere rimossi rapidamente. Marco Bottino, presidente del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno: "Piano da tre milioni per la sicurezza di Prato"

Prato, 9 dicembre 2023 – Il reticolo minore è fragile, i fiumi e i torrenti sono soggetti a continui cambiamenti. I lavori fatti sono stati tanti, ma quelli che servirebbero per portare l’asticella del rischio idraulico vicino allo zero sono tantissimi e forse nemmeno tutti preventivabili. Marco Bottino, presidente del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, traccia un bilancio a poco più di un mese dall’alluvione del 2 novembre. Un temporale eccezionale, autorigenerante, come si dice in gergo, che ha mandato sott’acqua intere zone della città e della provincia causando quattro vittime.

La domanda che molti si sono posti è se la catastrofe poteva essere evitata. "Le zone storicamente più a rischio, come ad esempio Castelnuovo, non hanno avuto alcun problema, significa che gli interventi e i lavori fatti hanno portato un risultato importante. Figline invece finora non era mai stata una zona a rischio, adesso è evidente che la mappa delle criticità debba essere e rivista", spiega Bottino. "L’evento catastrofico che si è verificato a valle è stata la conseguenza dell’enorme quantità di acqua scesa su Prato stretta tra la Calvana e il Montalbano, i corsi più piccoli non sono stati in grado di reggere una tale portata per le dimensioni che hanno". Un evento eccezionale che ha aperto una ferita: il primo importante obiettivo da raggiungere nel più breve tempo possibile è la rimozione dei residui vegetali e dei massi portati dalla piena nella Bisenzio, che in caso di nuova pioggia potrebbero costituire un’ostruzione dal Ponte Datini verso la Val di Bisenzio. In parallelo il Genio Civile è a lavoro in somma urgenza lungo il torrente Bardena per il crollo di argini e muri in vari punti. A seguito del passaggio del ciclone Ciaran, il Consorzio ha individuato 15 zone critiche sul reticolo pratese che sono tutt’ora in corso di valutazione con il Genio Civile per stabilire priorità e modalità d’intervento: si tratta di argini franati, falle da coprire, muri che hanno ceduto.

“Siamo all’opera sulle somme urgenze, per tutta la nostra zona di competenza abbiamo stanziato come Consorzio 3 milioni di euro – spiega Bottino –. Di questi 216mila euro sono i fondi straordinari per l’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio dove l’attività di bonifica è svolta direttamente dalla stessa Unione dei Comuni per conto del Consorzio". Si tratta di interventi di riparazione degli argini e dei fossi, di pulizia dalle masserizie portate dalla piena da eseguire nell’immediato.

“La manutenzione ordinaria che viene pagata con i proventi dei tributi è stata completata, questo significa taglio delle piante, sfalci di erba, interventi fondamentali che però non bastano ad azzerare il rischio idraulico", aggiunge il presidente annunciando di aver raddoppiato per il 2024 la cifra destinata alle manutenzioni ordinarie. Saranno quindi spesi 24 milioni ottenuti dai tributi pagati dai cittadini e 24 milioni di stanziamenti extra.

Il Consorzio di Bonifica ha presentato alla Regione un piano di intervento da realizzare nel breve termine, ora servono i finanziamenti. Per Prato si tratta di circa 3 milioni di euro.

"Si tratta dei lavori di efficientamento della cassa di espansione di Ponte alle Vanne e di adeguamento della cassa sul Lavacchione – aggiunge Bocchino –. Inoltre prima dell’alluvione stavamo lavorando su quattro progetti per l’adeguamento strutturale del reticolo minore lungo il Bagnolo, il Filimortula, nell’area di Gonfienti e del fosso del Pantano". Si tratta anche in questo caso di opere, da finanziare, che valgono 10,7 milioni di euro.