Alessandra Nardini
Alessandra Nardini

Firenze, 23 febbraio 2021 - Alessandra Nardini, consigliera regionale nella scorsa legislatura toscana, ora assessora regionale con super deleghe (Lavoro e Scuola) nella giunta Giani. Fa parte del gruppo di zingarettiani doc in Toscana.

La Nazione ha avviato un dibattito nel centrosinistra con le interviste di Nardella e Rossi. Due tesi opposte. Lei che ne pensa?

"Di Nardella mi ha colpito la durezza. Parla di un Pd che rischia l’estinzione, ma il Pd l’estinzione l’ha già rischiata nel 2018, quando Renzi l’ha fatto precipitare al 18%, un partito isolato, diviso e sconfitto, che aveva rotto con il mondo del lavoro e della scuola. Dopo quella catastrofe, grazie alla leadership dialogante di Zingaretti, è iniziata la ricostruzione. Con Rossi concordo sul fatto che, dopo un anno di pandemia e la nascita del governo Draghi, il Pd non deve perdere l’occasione per definire con grande chiarezza il proprio ruolo e le proprie idee".

Il confronto prende corpo ma il malessere cova. Congresso sì o no?

"Oltre un milione di persone ha votato Zingaretti alle primarie di due anni fa. Da lì abbiamo riallacciato un dialogo con mondi a cui avevamo voltato le spalle e abbiamo retto elettoralmente, fermando l’ondata leghista. Perché dovremo adesso affrontare un congresso se il mandato di Zingaretti non è scaduto? Se qualcuno vuole un congresso lo chieda e ne indichi il motivo. Io chiedo convintamente che il segretario prosegua con ancora maggiore determinazione l’azione di cambiamento e ricostruzione che è stata avviata in questa fase così drammaticamente difficile per tutto il nostro Paese".

Alleanza ’contiana’ in coalizione con 5 Stelle e Leu o accordi di programma?

"L’alleanza con LeU è naturale e fondamentale. Per quanto riguarda i rapporto con il Movimento 5Stelle dobbiamo sottolineare che ci siamo trovati a governare inizialmente per necessità, abbiamo gestito la pandemia responsabilmente, contro chi guardava al negazionismo di Trump, e affrontato la crisi più grande dal dopoguerra. Ma insieme abbiamo restituito all’Italia un ruolo da protagonista in Europa ottenendo il Recovery Fund, messo al centro sviluppo sostenibile e inclusione sociale. Rafforzare questa alleanza è la sola garanzia per proseguire questo lavoro, condizionare le scelte del nuovo governo e vincere le elezioni. Il Movimento 5Stelle sta vivendo un cambiamento importante, grazie anche alla leadership di Conte. Non si può ignorare".

Quale identità per il Partito democratico post pandemia?

"La pandemia ha riproposto con forza il tema delle disuguaglianze. Serve un partito progressista, europeista, che si batta per i più colpiti dalla crisi, giovani, donne, lavoratori autonomi e non, in nome di un nuovo modello di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile".