Il voto a Firenze, Giani ricuce l’alleanza Pd-Italia Viva. “Serve unità”

Le tensioni tra renziani e dem continuano, appello del governatore. "Tra Funaro e Saccardi tanti punti in comune e valori condivisi". Salvetti "bene il bis a Livorno" mentre a Prato "serve rinnovamento"

Il governatore della Toscana, Eugenio Giani
Il governatore della Toscana, Eugenio Giani

Firenze, 1 febbraio 2024 – Presidente Giani, lei tiene insieme da oltre tre anni una coalizione dalla Sinistra a Italia Viva. Le tensioni tra renziani e dem a Firenze non si attenuano, anzi. Non crede che proprio in vista del voto amministrativo per Palazzo Vecchio bisognerebbe fare di tutto per ricompattare le forze del centrosinistra?

"La direzione che non dobbiamo mai perdere è quella di una maggioranza larga che da forze che si riconoscono a sinistra del Pd, a partire da Sinistra Italiana e Verdi, arrivi alle forze della coalizione progressista più orientate al centro: Italia Viva, Azione e Più Europa. In particolare con Italia Viva è importante ritrovare a Firenze le ragioni di una coalizione che ha indubbiamente anche un riflesso regionale".

Lei potrebbe essere il mediatore migliore conoscendo scenario e attori. Non crede?

"Non è più il tempo di ruoli di mediazione affidati a singole persone, ma dev’essere invece il clima di confronto costruttivo che pervade tutta la coalizione a motivare gli amici di Italia Viva a esserne parte e a condividere un disegno strategico generale fondato sulla crescita, modernizzazione infrastrutturale e al contempo su una grande attenzione al sociale e al supporto alle fragilità. Aggiungo che Sara Funaro e Stefania Saccardi per anni sono state persone vicinissime sulla base di comuni valori, programmi e questioni affrontate: penso alla Salute, al Sociale e all’impegno per i più deboli. Ritengo che esista una base per un’intesa su programmi comuni. E aggiungo che quasi ovunque in Toscana il Pd si presenta alleato di Italia Viva, Sinistra Italiana e Azione. Nelle parole della segretaria Elly Schlein riscontro sempre la volontà di costruzione di un campo largo, vera alternativa a questa destra aggressiva".

Firenze, Prato, Livorno. Il Pd si presenta ad ora, a quattro mesi dal voto, a tre velocità. Per Palazzo Vecchio c’è il nome, ma la coalizione è divisa come detto, sulla costa Salvetti cerca il bis, nella città del tessile ancora incertezze su strategie e candidato. È preoccupato?

"No, non sono preoccupato, per nessuna di queste città. A Firenze vedo Sara Funaro sempre più consolidata, impegnata nel dialogo e in grado di sviluppare un’azione di coesione su un programma autenticamente riformista. A Livorno riconosco in Salvetti un uomo molto radicato nel tessuto della città, personalità più della società civile che di partito. A Prato non c’è ancora una candidatura, ma esiste una compartecipazione alle scelte da parte di una pluralità di istanze: sono sicuro che sapranno individuare il candidato giusto, mi auguro espressione di vero rinnovamento".

In una situazione complessa per i bilanci delle amministrazioni locali si presenta la questione dell’autonomia differenziata. Che ne pensa sia da politico dem che da governatore? Lei aveva chiesto sempre più autonomia per la Toscana. La riforma va verso quanto aveva auspicato? E cosa cambia per la nostra regione?

"Sono un forte sostenitore dell’autonomia regionale, nel pieno rispetto della Costituzione. Non credo a un’autonomia differenziata fondata su un’autarchia delle risorse per Regione come vedo nella proposta della destra. Sono invece per un’autonomia semplificata, che esprima e valorizzi le specificità delle varie Regioni, ma sia anche in grado di intercettare e indirizzare le risorse con equità leggendo le esigenze dei singoli territori, in modo da non lasciare indietro nessuno".

È riuscito a strappare ingenti risorse col Fondo Sviluppo e Coesione che la premier Meloni tra pochi giorni a Firenze verrà a presentare e a firmare.

"Sì, non posso che dirmi soddisfatto per la possibilità di dare risposte concrete con oltre 683 milioni di euro. Le coperture finanziare ci consentiranno, tra le altre cose, di investire sulla tramvia, in particolare sulla linea tra Firenze e Sesto Fiorentino, che significa connessione con la ferrovia Lucca-Pistoia-Prato e sulla modernizzazione di infrastrutture in aree importanti della Toscana, quali la Piana Fiorentina, la Valdinievole, la Lucchesia, l’area pisano livornese. Penso anche al Monte Amiata con la strada del Cipressino tra Senese e Grossetano, nell’Aretino il nuovo ponte di Buriano per 21 milioni. Non solo, potremo contare su significative risorse anche per opere di difesa del suolo e prevenzione delle alluvioni, così come per il diritto allo studio, a partire dalla riqualificazione della sede fiorentina di Sant’Apollonia, più di cento milioni per la Sanità, i primi 8 milioni per il collegamento a Firenze tra viale XI Agosto e Careggi, il nuovo sottopasso a Livorno davanti le Terme del Corallo, nuovo apporto al Cisanello di Pisa".

C’è preoccupazione per i ristori post alluvione.

"Finora la Regione ha stanziato più risorse rispetto a quelle dello Stato. Inaccettabile la scarsità di risorse che il governo ha destinato".