
Realizzazione Variante Montalese. Servono due milioni e un accordo
Per la Variante Montalese servono due milioni per il progetto esecutivo e un accordo tra Comune di Pistoia e Provincia su una parte del tracciato, quello vicino alla zona industriale di Sant’Agostino. E’ quanto emerso da un incontro pubblico nei locali del circolo parrocchiale Romero di Santomato promosso dalla Commissione Urbanistica dell’Ordine degli Architetti di Pistoia. L’incontro ha ricostruito la storia della via Montalese, la viabilità dagli strumenti urbanistici passati, la situazione del presente e le prospettive future della Variante Montalese. Dopo un saluto della presidente dell’ordine Serena Zarrini e un’introduzione dell’architetto Paolo Caggiano è intervenuto Tebro Sottili con un resoconto storico sulla nascita della via Montalese negli anni trenta con il taglio delle colline del Trincerone e di Frasconaia e l’inizio del primo servizio pubblico di autobus tra Montale e Pistoia. Venendo ai problemi del presente e ai disagi dei residenti di Pontenuovo e Santomato per il traffico e per gli incidenti, Sottili ha espresso il pensiero delle comunità che vivono sulla Montalese: "La variante è indispensabile – ha concluso – non ci si può affidare solo agli autovelox e non ci si faccia imbrigliare da interessi di parte". Silvia Ginanni, ex assessore all’urbanistica dal 2003 al 2012, ha ricordato le previsioni del piano strutturale del 2004 e in particolare l’idea che c’era già allora di un casello autostradale a Pistoia Est e delle previsioni di viabilità per alleggerire il traffico della Montalese. Il passaggio dalla storia all’attualità è spettato a Lisa Amidei, che in Provincia ha la delega alle infrastrutture. Amidei ha illustrato lo studio di fattibilità della Variante fatto dalla Provincia e finanziato dalla Regione Toscana secondo il quale il costo dell’opera si aggira sui 31 milioni di euro. "Per realizzarla – ha detto Amidei – l’unico strumento è il fondo di sviluppo e coesione. Il presidente della Regione ha dato il suo appoggio all’opera, ci ha detto che se si arriva al progetto esecutivo si potrà accedere al fondo, ora dunque l’impegno nostro è cercare un modo per finanziare il progetto esecutivo cosa richiede dai 2milioni ai 2 milioni e mezzo". "E’ un’opera indispensabile – ha sostenuto la consigliera regionale Federica Fratoni – non è solo una variante per gli abitati di Pontenuovo e Santomato ma una strada necessaria per creare sviluppo e completare la viabilità già esistente nel territorio pratese". Non ha potuto essere presente l’assessore comunale Leonardo Cialdi. Nel Piano Operativo del Comune di Pistoia in via di approvazione è prevista una parte di tracciato, quella più vicina a Sant’Agostino, diversa da quella presente nello studio della Provincia. Il Comune prevede di sviluppare ad est la zona industriale ampliando la via Buraccia e Pacinotta, la Provincia prevede anche in quel tratto una strada del tutto nuova. Va trovata una convergenza. "E’ semplice – ha proposto Stefano Boni residente a Pontenuovo – il Comune faccia il tratto che ha previsto poi, da dove finisce quello del Comune, può iniziare la strada nuova prevista dalla Provincia".
Giacomo Bini