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10 mag 2022

Gli studenti-attori contro tutte le mafie

Il Capitini sarà protagonista sul palco del teatro Moderno con "La Crew. Era di maggio" scritto dal prof regista Spagnesi

Il gruppo in una scena dello spettacolo in programma giovedì al teatro Moderno, in doppia replica, pomeridiana e serale alle 18 e alle 21
Il gruppo in una scena dello spettacolo in programma giovedì al teatro Moderno, in doppia replica, pomeridiana e serale alle 18 e alle 21
Il gruppo in una scena dello spettacolo in programma giovedì al teatro Moderno, in doppia replica, pomeridiana e serale alle 18 e alle 21

Studenti del Capitini in scena al teatro Moderno in uno spettacolo che ha come sfondo la mafia e vuole essere un omaggio alla resilienza del popolo siciliano e italiano. Lo spettacolo, dal titolo ‘La Crew... Era di maggio’ è scritto e diretto da David Spagnesi, docente dell’istituto tecnico settore economico Capitini di Agliana, nonché noto drammaturgo e regista. Gli studenti andranno in scena giovedì al teatro Moderno, in doppia replica, pomeridiana e serale: alle 18 e alle 21. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti. Per partecipare indicare l’orario prescelto e il numero di persone scrivendo all’indirizzo di posta elettronica l.spagnesi@aldocapitini.edu.it. Gli attori che porteranno in palcoscenico ‘La Crew... Era di maggio’ sono studenti delle classi quinte C e B dell’indirizzo relazioni internazionali per il marketing che, sotto la direzione di David Spagnesi, si sono impegnati con determinazione e coraggio. La pièce ha come sfondo il tema della mafia, sul quale si sviluppa la narrazione della storia. Si tratta di un gruppo di giovani che si contrappongono, nel desiderio di comprendere la realtà, nella loro ricerca della verità dalla parte di chi non si arrende agli orrori che fanno loro da cornice. Questa rappresentazione teatrale vuole essere un omaggio alla resilienza del popolo siciliano e italiano, una trentina di anni dopo le stragi di Cinisi, Capaci e Palermo, per dimostrare che le armi più potenti che abbiamo sono, ancora una volta, il ricordo e la parola, sia essa scritta, letta, cantata, recitata o semplicemente pronunciata. "Il testo è attualizzato – spiega il professor Spagnesi –, trasportato nel contesto attuale che i giovani stanno vivendo ma che rimanda ai fatti avvenuti in Sicilia trent’anni fa". Le stragi a cui lo spettacolo fa riferimento sono l’uccisione del giornalista Peppino Impastato (9 maggio 1978 a Cinisi), la strage di Capaci del 23 maggio 1992, dove persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Piera Salvi

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