Sandro Vannini
Sandro Vannini

Pistoia, 16 ottobre 2018 - Anche il difensore civico, dopo Forza Italia in consiglio regionale, interviene sul caso dell’89enne pistoiese costretto ad attendere fino al dicembre 2019 per un esame all’aorta. E lo fa scrivendo, oltre che alla stessa Regione, anche al direttore dell’azienda sanitaria Paolo Morello Marchese evidenziando che, in nessun caso, un tale termine di attesa è giustificabile. L’Asl si era infatti «difesa» sostenendo che la responsabilità doveva essere addebitata al medico di base del pensionato, che nella richiesta di esame non ne aveva indicato l’urgenza.

«Il paziente – era stato detto – aveva una prescrizione con richiesta di ecocolordoppler redatta dal medico di famiglia, che prevedeva un appuntamento ordinario al Cup, quindi con agende a scorrimento temporale e senza soluzione di continuità. Si può attivare anche il fast track – ha aggiunto l’Asl Toscana Centro – la modalità di prenotazione messa ormai a regime dall’azienda sanitaria che consente l’accesso veloce e senza tempo di attesa e la prestazione viene erogata nel tempo della domanda attraverso un numero verde riservato ai medici di famiglia».

Una serie di ragioni che il difensore civico Sandro Vannini non reputa, evidentemente, sufficienti a giustificare un’attesa di oltre un anno per un anziano in condizioni di salute critiche.

«In particolare – scrive infatti il responsabile dell’ufficio istituito per difendere i diritti dei cittadni di fronte alla burocrazia – ravviso una criticità generale nelle modalità di indicazione dei tempi di prenotazione: prevedere che un esame è eseguito un anno e tre mesi più tardi ha senso solo se siamo nell’ambito di uno screening programmato a distanza. E, se i tempi corrispondono a quelli effettivi – aggiunge Vannini – chiedo che azioni si siano intraprese per abbattere i tempi d’attesa e i motivi per i quali a fronte di tempi così alti non si sia proposto la prestazione in un altro ambito territoriale dell’Azienda centro».

Non è tutto. Citando l’articolo pubblicato dal nostro giornale, il difensore civica richiama la delibera 1038 del 2005 secondo la quale gli specialisti di riferimento sono tenuti a curare non solo la prescrizione su ricettario regionale, «ma anche – conclude dicendosi in attesa di conoscere quali azioni saranno adottate per risolvere la piaga delle code – la congruità dei tempi d’attesa rispetto alla periodicità suggerita»