
Hotel: boom di presenze: "Ma sulle nostre tradizioni ancora poca promozione"
Boom di presenze negli hotel "con un tasso di occupazione delle camere che si aggira intorno all’80-90%, ma che non dipende dagli eventi del giugno pisano". Ne è convinto Andrea Romanelli, presidente Federalberghi Pisa e titolare dell’albergo La Pace, che si dice "soddisfatto per l’inizio della stagione estiva, partita molto bene", ma che al tempo stesso pone l’accento sulla "scarsa attrattività di eventi di grande valore storico e culturale come la Luminara o il Palio di San Ranieri, o gli eventi per gli 850 anni della Torre di Pisa a causa di una promozione che risulta ancora poco efficace soprattutto all’estero". "Nonostante, infatti, sia leggermente aumentato a partire dal periodo post-covid il numero delle presenze italiane sul nostro territorio - aggiunge - , sono gli stranieri a dominare, rappresentando circa il 75% dei turisti in visita a Pisa". "Soprattutto francesi, tedeschi e olandesi che però - continua - non si trattengono in città". A confermarlo, sarebbero i dati riguardanti la permanenza media dei turisti nelle strutture alberghiere che, dice Romanelli, "non arriva a due pernottamenti".
"Mancano, per esempio, campagne marketing su Google in lingua straniera - continua - per sponsorizzare le nostre manifestazioni storiche e farle conoscere anche all’estero. Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi le brochure con gli eventi del giugno pisano, ma distribuirle ai clienti che arrivano oggi in città purtroppo serve a poco, perché in base ai nostri dati chi arriva oggi, domani va via". Dello stesso parere è Chiara Ciampolini, titolare dell’Hotel Moderno di Pisa in via Corridoni, che riscontra tra i suoi clienti una certa tendenza "a scegliere Pisa come base strategica dalla quale spostarsi per visitare le Cinque Terre o il resto della Toscana". Secondo Ciampolini, "manca una programmazione turistica importante e soprattutto manca la promozione del territorio". "Non si può negare che i dati siano incoraggianti, il 2023 è stato un anno da record per le presenze turistiche - conclude Romanelli - e al momento i numeri del 2024 sono anche superiori a quelli dello scorso anno. Ma il problema sul quale noi albergatori cerchiamo di richiamare l’attenzione è che si tratta di un turismo ‘mordi e fuggi’. Non abbiamo bisogno di attirare i turisti, perché fortunatamente vengono a prescindere, ma quello che serve è una sinergia di forze tra tutti gli attori coinvolti per trattenere i visitatori e questo, purtroppo, non riusciamo ancora a farlo".
Stefania Tavella