"Galilei" Educazione alla pari

"La peer education come pratica di gentilezza" a scuola. Iniziativa con l’assessore Riccardo Buscemi .

"Galilei" Educazione alla pari

La presentazione del progetto «La peer education come pratica di gentilezza» realizzato dalla dottoressa Isabella Gioiosi

Seguire le proprie passioni, attraversando il cammino della vita con sensazioni positive, accettando gli inevitabili, e terapeutici, errori che si fanno durante il percorso.

Sono solo alcuni dei passaggi di vita e di esperienza che il peer educator Matteo Gori ha trasmesso agli alunni delle classi terze della scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo Vincenzo Galilei di Pisa, in un incontro incluso nel progetto "La peer education come pratica di gentilezza" realizzato dalla dottoressa Isabella Gioiosi.

Alla mattinata, introdotta dal saluto istituzionale dell’assessore alla gentilezza (e all’istruzione) Riccardo Buscemi, hanno preso parte la dottoressa Carla Colleoni del dipartimento di prevenzione Usl nord ovest, il professor Mario Bruselli presidente Avis e ambasciatore di Costruiamo Gentilezza, la dirigente scolastica dell’istituto Rossana Condello e l’organizzatrice dell’evento, la referente alla salute e al benessere Germana delle Canne. Matteo ha raccontato ai ragazzi la sua storia, intraprendendo argomenti dedicati all’orientamento scolastico all’uscita dalla scuola secondaria, spronando i giovani a seguire le proprie aspirazioni, portando come esempio se stesso.

"Ho la fortuna – ha detto – di essere presente in questa scuola per parlare ai ragazzi vorrei che i giovani capissero il rispetto verso se stessi, perché è solo così che si può attraversare la vita in modo positivo".

I ragazzi hanno ascoltato con interesse e partecipazione, coinvolti dalle tematiche che ritrovano nel loro quotidiano: "quando riusciamo a mettere passione anche in cose che non sono la nostra maggiore aspirazione - ha affermato il peer educator - saremo allenati a dare il meglio quando quella strada la percorreremo".

Fondamentale anche il concetto della normalizzazione dell’errore, non come limite o fallimento, ma come punto da cui ripartire, sbagliare fa parte dell’apprendimento: "Le persone che ho conosciuto che adesso sono le più realizzate e felici sono quelle che hanno sbagliato di più - ha raccontato Matteo - perché si sono messe alla prova e sono giunte al traguardo con un bagaglio completo di esperienze".

Alessandra Alderigi