Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Firenze, 15 giugno 2021 - Giorgia Meloni continua a fare campagna acquisti, sui territori e non solo. Qualche giorno dopo l’ingaggio di Vincenzo Sofo, europarlamentare eletto con la Lega, noto al pubblico soprattutto per essere il fidanzato di Marion Le Pen, adesso tocca al sindaco di Verona, Federico Sboarina, appena passato a Fratelli d’Italia. Di professione avvocato, fu eletto per la prima volta in Consiglio comunale nel 2002 nella lista di Alleanza Nazionale.

È diventato sindaco nel 2017, presentandosi come indipendente con una lista civica e una coalizione composta fra gli altri da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia - Alleanza Nazionale. “Si tratta di una scelta personale e non solo politica, una scelta maturata nel corso dell’ultimo anno. Fratelli d’Italia è la famiglia a cui mi sento di appartenere”, dice Sboarina. “Quello di Federico Sboarina è soprattutto un ritorno a casa. Federico è stato un militante di destra, è stato eletto per la prima volta in Consiglio comunale con Alleanza nazionale”, aggiunge Giorgia Meloni, salita a Verona per presentare il nuovo acquisto. “Fratelli d’Italia è una realtà estremamente inclusiva che vanta un’ottima classe dirigente.

A Verona, in particolare, in questi anni ha avuto un vero e proprio laboratorio. Fd’I vanta, probabilmente, la migliore classe dirigente che i partiti presenti in Parlamento possono vantare”, aggiunge la leader di Fratelli d’Italia ricordando anche lo scomparso senatore veronese Stefano Bertacco, morto l’anno scorso: “A Stefano proposi di fare il capogruppo dei Senatori di Fdi nel 2018 e lui rifiutò perché il ruolo era incompatibile con il ruolo di responsabile dei servizi sociali”.

L’attivismo meloniano è il segno che Fratelli d’Italia si sta attrezzando per le prossime elezioni politiche ma anche per quelle amministrative. A Verona si voterà nel 2022. Sboarina si dovrebbe ripresentare, così come dovrebbe candidarsi anche l’ex sindaco Flavio Tosi, di cui Sboarina è stato assessore, che dopo l’uscita dalla Lega ha fondato nel 2015 il partito Fare!. Finora non è andata benissimo a Tosi, che negli anni ha adottato un profilo più moderato. Qualche anno fa era convinto dell’esistenza “di un elettorato che attende una svolta credibile e liberale. Noi siamo tanti soggetti, facciamo comunicazione, stiamo sui social. Ma non bastiamo. Il motore dovrebbe essere Forza Italia, che però anziché andare in avanti va indietro. Anzi, va a rimorchio della Lega”. Era il 2018 quando Tosi spiegava queste cose, adesso il sogno di un centrodestra a trazione liberale sembra essere scomparso, con la profonda crisi di Forza Italia. Difficile che proprio a Verona, città nota per la sua sensibilità spostata a destra, possa funzionare l’innesco liberale.