Mallegni e Bergamini
Mallegni e Bergamini

Carrara, 5 aprile 2018 - «Forze politiche lottino unite per ottenere riconoscimento Area di crisi complessa per la provincia». A parlare sono i nuovi eletti per Forza Italia, Massimo Mallegni al Senato e Deborah Bergamini al Parlamento per il nostro collegio alle ultime elezioni politiche del 4 marzo scorso. I due esponenti politici della destra, rispondono così all’intervista rilasciata da Gianfranco Oligeri, ex presidente di Confartigianato, rilasciata l’altro giorno in esclusiva a La Nazione, chiedeva un intervento da parte della politica per riaccendere le speranze del settore e soprattutto per dare una scossa alla nostra economia «Accogliamo l’appello – rispondono i due politici – di Gianfranco Oligeri e ci rivolgiamo a tutte le forze politiche, perché si impegnino insieme a noi affinchéla regione Toscana chieda alMinistero il riconoscimento di area di crisi complessa per tutta la Provincia. Ci sono battaglie che non hanno colore politico, ma vanno combattute insieme per il bene del territorio e dei suoi abitanti».

«Alla luce dei dati diffusi dall’Istat – proeguono Bergamini eMallegni –, il mancato riconoscimento di Massa Carrara quale area di crisi complessa è ancora più incomprensibile - sottolineano i due parlamentari di centrodestra -. Sono dati allarmanti, distanti da quelli dell’Italia centrosettentrionale, più vicini al Mezzogiorno del Paese. Massa Carrara è al 65esimo posto tra le province per indice di competitività e all’83esimo posto davanti a tutte le principali province del Sud per la disoccupazione, con un tasso oltre il 16 per cento (ben sopra la media nazionale e regionale) che stride se paragonato alla vicina Lucca, dove è al 10,9 per cento, ma anche ad Arezzo al 9,7 per cento e Grosseto all’8,2 per cento».

«I problemi di questa provincia – proseguono – devono assolutamente essere affrontati con gli strumenti dell’area di crisi complessa vista la recessione economica e la perdita occupazionale che nella provincia hanno raggiunto livelli di rilevanza nazionale. L’area apuo-lunigianese ha bisogno di una cura shock, non di briciole. Le potenzialità ci sono, ma le imprese chiudono – concludono i due accogliendo la sfida lanciata dall’ex presidente di Confarigianato –, e solo rilevanti finanziamenti pubblici possono invertire la tendenza e far ripartire l’economia».