Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)
Un'aula di tribunale (Foto d'archivio)

Massa, 11 ottobre 2018 - Alla moglie  aveva detto di dover andare fino a Parma per lavoro: in realtà nel tragitto fra Roma e l’Emilia, aveva deciso di fare tappa in un noto night club della costa apuana dove si è intrattenuto fino alle 2 di notte, dopo aver fatto il «pieno» di superalcolici. Il tutto ovviamente all’oscuro della consorte. Pensava di aver chiuso bene la sua serata, in auto stava andando verso il suo albergo dove avrebbe dormito per ripartire il mattino dopo; ma a rovinargli i piani è stato l’alt imposto da una pattuglia della polizia cui non era sfuggita l’andatura a zig-zag della sua auto. A quel punto di fronte alla possibilità di essere scoperto dalla moglie (all’oscuro della sosta al night), ha giocato la carta della disperazione col risultato però di peggiorare le cose: ha prima tentato di corrompere gli agenti offrendo soldi in cambio dell’impunità, poi ha infilato materialmente 500 euro nelle tasche di uno dei poliziotti della pattuglia. Il tutto mentre l’altro agente rimasto in auto filmava la scena col cellulare.

Così oltre alle infrazioni al codice della strada (è risultato positivo al test dell’etilometro) l’automobilista romano ha aggiunto anche l’accusa di tentata corruzione con cui è finito sotto processo : ieri in aula davanti al collegio (presidente Ermanno De Mattia, a latere Elisabetta Congiusta e Valentina Prudente) ha testimoniato l’agente che si è visto infilare i soldi in tasca. «Lo abbiamo fermato – ha raccontato al pubblico ministero Alberto Dello Iacono – perché vedevamo la sua auto procedere a zig-zag».

Impietoso, l’etilometro ha inchiodato il conducente alle sue responsabilità. «Aveva un tasso superiore al doppio del consentito. Era preoccupato per la confisca dell’auto (intestata alla madre) e perché la moglie avrebbe saputo della sua sosta al night». Insomma, un bel guaio... Per venirne fuori ha prima cercato di convincere gli agenti («dai, siamo fra noi, non ci vede nessuno. Vi do dei soldi e la chiudiamo qui»), poi ha «tirato fuori il portafogli – il racconto dell’agente – e mi ha messo in tasca banconote per 500 euro. Gli abbiano subito contestato il reato in cui era incorso», immortalato nel frattempo dal filmato dell’altro agente. «Non ci ha mai detto di stare male né di voler tornate in albergo»: La sua serata è finita con l’auto portata via dal carroattrezzi, la patente ritirata e la denuncia penale con cui è finito a processo.