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17 giu 2022

Dall’ospedale alle medaglie dei campionati italiani. Il doppio miracolo di Giada

Reduce da un’operazione ha vinto due argenti ai nazionali paralimpici di scherma. Difende i colori della Malaspina. "Sono riemersa dal buio. Ora punto ai Mondiali"

17 giu 2022
gianluca bondielli
Cronaca
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Giada Tognocchi con la medaglia
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Giada Tognocchi con la medaglia

Massa, 18 giugno 2022 - Ci sono casi in cui lo sport abbatte ogni barriera e può diventare un gratificante compagno di viaggio. Ne sa qualcosa Giada Tognocchi, ventreenne schermitrice nata a Pietrasanta e residente a Seravezza ma che ha trovato a Massa nella Schermistica Malaspina una sorta di seconda casa. L’atleta versiliese è reduce dalla conquista di due medaglie d’argento, nella spada e nel fioretto, ai campionati italiani paralimpici nella categoria C (quella delle disabilità più gravi). Per Giada questi risultati arrivati in pedana sono stati una sorta di seconda vittoria dopo quella enormemente più grande ottenuta lo scorso ottobre quando ha rischiato la vita a seguito di un intervento chirurgico. Ma riavvolgiamo il nastro e chiediamo alla diretta interessata.

Giada, che sapore hanno queste medaglie?

"Avevo già vinto una medaglia di bronzo nella spada agli italiani nel 2019 a Palermo ma queste sono state sicuramente più emozionanti del solito perché sono arrivate al termine di una stagione un po’ complicata, per usare un eufemismo, dal punto di vista fisico. Diciamo che me la sono vista brutta perché a fine 2021 ho avuto delle complicazioni a seguito di un intervento chirurgico, legato alla mia malattia, a cui mi sono dovuta sottoporre all’apparato respiratorio. A un certo punto gli schermi erano tutti neri... Per fortuna sono qui a parlarne. Mi sono dovuta fermare un mese e mezzo poi, tra mille incertezze, ho ripreso ad allenarmi anche se non era così scontato ripartire. L’ho fatto a ritmi molto lenti perché non sapevo come potesse rispondere il mio fisico. Abbiamo partecipato soltanto a due prove di qualificazione agli italiani delle quattro previste e per fortuna sono andate bene: sono arrivata sempre sul podio. Tutto per farmi trovare pronta per questo appuntamento che era l’ultimo e il più importante della stagione".

Come e quando è nata la tua passione per la scherma?

"E’ nata 5 anni fa, un po’ per caso. Mi sono sempre piaciuti lo sport e la scherma in particolare ma vicino casa non avevo nessuna palestra o struttura per paralimpici tant’è che anche adesso a Massa mi alleno coi normodotati. C’è stata una persona che mi ha avviato a questo sport. Ho iniziato a Navacchio per i primi due anni e mezzo. E’ stata un po’ una sfida perché era lontano da casa ma questa passione è cresciuta sempre di più e mi ha portato a cercare una strada più competitiva e soprattutto di crescita sia tecnica che fisica. Grazie al maestro Claudio Del Macchia di Pisa mi sono spostata a Massa dove adesso mi segue anche il maestro Marco Fialdini. Qui mi trovo bene con i ragazzi. La parte più bella sono proprio i bambini che fanno la fila per "tirare" con me e questo mi fa davvero tanto felice".

Com’è tirare coi normodotati?

"Io ho una malattia neuromuscolare dalla nascita a cui poi è subentrato un blocco della colonna vertebrale che mi limita tantissimo nei movimenti, anche schermistici. Per questo allenarmi coi normodotati è molto difficile perché i tempi e la mobilità sono tanto superiori rispetto ai miei però è stimolante e soprattutto mi porta a provare azioni a una velocità molto più rapida rispetto alla gara e sicuramente la mia crescita a livello tecnico è dovuta anche a questo. E’ stancante ma alla fine paga".

Giada è molto determinata ed ha ben chiari gli obiettivi ma anche i sogni da perseguire. "Nella mia vita, oltre allo studio, mi sto dedicando in maniera quasi professionistica alla scherma e vorrei migliorare i miei risultati di quest’anno. Vorrei provare a salire quel gradino che ancora mi manca per diventare campionessa italiana in una delle due armi. Le paralimpiadi? Per ora restano un sogno perché al momento la categoria C non è disciplina olimpica per carenza di numeri ma io sono sicura che nell’arco di qualche anno lo diventerà. Il prossimo anno, poi, in Italia a Terni ci saranno i mondiali e voglio esserci".

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