Saldi al via tra mille perplessità: "Meteo pazzo, svendiamo la merce"

Gli operatori puntano il dito: "Le temperature eccezionalmente miti hanno dimezzato gli acquisti invernali"

Saldi al via tra mille perplessità: "Meteo pazzo, svendiamo la merce"
Saldi al via tra mille perplessità: "Meteo pazzo, svendiamo la merce"

Riparte la stagione dello shopping tra saldi accuse e polemiche. Secondo un sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti nella nostra provincia quattro persone su dieci hanno pianificato di comprare in saldo, con un budget medio previsto di 267 euro e un ritorno al commercio di vicinato.

Ma c’è perplessità tra i piccoli commercianti e un alto tasso di preoccupazione perché "le temperature eccezionalmente miti registrate tra ottobre e dicembre hanno quasi dimezzato gli acquisti delle collezioni autunno/inverno – spiega Claudia Rinaldi, membro della presidenza Carrara di Confesercenti-, i negozi arrivano ai saldi senza avere praticamente mai avuto l’occasione di venderle a prezzo pieno. Bisogna rivedere le norme che disciplinano le vendite di fine stagione che, a nostro avviso, devono iniziare a metà febbraio e metà settembre.

Oggi i saldi iniziano in un periodo eccessivamente precoce rispetto al fine stagione rischiando di essere una grande opportunità per i consumatori, ma molto meno per gli imprenditori che vedono alcuni loro prodotti praticamente venduti a saldo. Le piccole e medie imprese del commercio non hanno sufficiente tempo per commercializzare le merci a prezzo pieno e si vedono costrette a svendere a saldo per seguire l’onda dettata dalla grande distribuzione e del commercio on line". I numeri Confesercenti indicano che sui saldi i negozi tradizionali mantengono la preferenza dei consumatori: li sceglie l’83%, contro il 51% che prevede di acquistare online. A convincerli è la sensazione di avere più garanzie in un punto vendita classico, confermata dal 47% degli intervistati. Sul punto la conferma arriva anche dall’ufficio studi di Confcommercio "attraverso il quale si denota una discreta tenuta nella propensione agli acquisti rafforzata da una percentuale di ritorno al commercio di vicinato - sottolinea il presidente provinciale di Confcommercio, Bruno Ciuffi - è la prima volta che vediamo questo tipo di commercio rivitalizzato. In materia saldi le scelte devono essere fatte in base a quello che è il cambiamento climatico. Ricordo diversi anni fa quando partivano i primi di febbraio, bisognerebbe riflettere se oggi non fosse il caso di ritornare a quel tipo di scelta".

Ma ormai tutto è già pronto, "arriviamo a questa data - dice il presidente di Federmoda Confcommercio delle province di Lucca e Massa Carrara, Federico Lanza - dopo un autunno contraddistinto da condizioni meteo particolari, con temperature rimaste a lungo ben al di sopra delle medie stagionali, creando così di conseguenza un forte calo nelle vendite della merce invernale. Per questa ragione il nostro sindacato interprovinciale si era mosso con largo anticipo, chiedendo che quest’anno venisse concesso lo slittamento di un mese della data di avvio dei saldi invernali, ma la proposta non è stata accolta".

Saldi dove, secondo il sondaggio di Confesercenti, i clienti si concentreranno soprattutto sulle calzature che sono il 58% delle indicazioni seguite a stretto giro da maglioni e felpe (56%). La classifica delle preferenze degli italiani per i saldi invernali 2024 prosegue con l’intimo (34%), gonne o pantaloni (33%), magliette, canottiere e top (29%), camicie e camicette (27%). "Il momento dei saldi deve essere positivo per il commercio - conclude il presidente Confesercenti di Massa, Daniele Lorieri - per questo era necessario iniziassero un mese dopo. Bisognerebbe adattare il periodo all’evoluzione climatica altrimenti i negozi si trovano a vendere la totalità del prodotto invernale in saldo".