Presidio al Noa contro il distretto: "Faremo resistenza passiva"

Massa insorge con la Consulta popolare e Rivoluzione allegra chiedono tagli a liste d’attesa e assunzioni

Presidio al Noa contro il distretto: "Faremo resistenza passiva"

Presidio al Noa contro il distretto: "Faremo resistenza passiva"

Il sogno della sanità pubblica e l’incubo di quella privata. Si riassume in una frase l’intervento di Marco Lenzoni di ‘Massa Insorge’ davanti al Noa: megafono in mano ha chiesto, invano, un incontro con il direttore sanitario dell’ospedale, Giuliano Biselli.

Al centro della protesta le prestazioni sanitarie: "Per la prima volta nella storia, dal Dopoguerra in poi, il 51 percento della popolazione si è rivolta al privato – alza la voce Lenzoni – Quel 51 percento che paga le tasse per la sanità e poi deve pagare per andare a curarsi. Siamo qui per denunciare una sospensione criminale perché quando si nega il diritto alla salute si tratta di un crimine contro le categorie più fragili". A riportare le ‘cicatrici’ di una visita urgente rimandata a due mesi c’è Mario Biagi. Racconta: "Sono uscito dal pronto soccorso il 5 settembre con la prescrizione di una risonanza magnetica da effettuare entro 10 giorni. Non ho più saputo nulla, solo dopo 6 segnalazioni, mail, telefonate, minacce di esposto mi è stato dato l’appuntamento al 24 ottobre". Così Lenzoni chiede "perché destinare soldi a opere come la Tav, a guerre, quando per una semplice risonanza servono tempi biblici. Il fine è guadagnare, noi vogliamo che i soldi dei contribuenti siano usati per azzerare le liste di attesa, ci vuole l’assunzione di personale medico ospedaliero sanitario".

A battere i pugni sul tavolo insieme a lui anche la Consulta popolare per la sanità e ‘Rivoluzione allegra’, pronti a "fare resistenza passiva – ha proseguito Lenzoni – per bloccare i lavori sul terreno dell’ex scalo ferroviario della stazione di Massa, dove non vi è ombra di dubbio che l’operazione è strettamente connessa al progetto di costruzione del nuovo piccolo distretto sanitario da 20 milioni di euro, che metterebbe la parola fine sulla realizzazione di un vero ospedale di comunità per Massa. Dal momento che se non si farà al San Giacomo e Cristoforo l’ospedale di comunità non potrà certo esser fatto alla stazione. Con i 20 milioni vanno adeguati, migliorati e potenziati i presidi distrettuali di via Bassa Tambura e Villette, va adeguato e riattivato l’ex ospedale cittadino per tutti i servizi sanitari necessari e soprattutto per avere almeno 100 nuovi posti letto per le cure intermedie".