FRANCESCO SCOLARO
Cronaca

Piano attuativo del bacino di Gioia Rocchetta. Il consiglio comunale chiamato ad approvarlo

La corsa dell’amministrazione per non far perdere la concessione e la relativa escavazione alle aziende che coltivano il lapideo

Piano attuativo del bacino di Gioia Rocchetta. Il consiglio comunale chiamato ad approvarlo

Piano attuativo del bacino di Gioia Rocchetta. Il consiglio comunale chiamato ad approvarlo

Un’approvazione all’ultimo tuffo che riuscirà a salvare almeno le attività estrattive del bacino industriale di Gioia-Rocchetta, il più importante per i volumi che potranno essere messi a disposizione delle attività del lapideo fino in pratica al 2040. D’altronde il 31 ottobre stava per arrivare: la data che da Piano regionale cava demarcava il limite ultimo oltre il quale sarebbero andate in scadenza tutte le concessioni, in assenza di Pabe approvati. Assieme alle concessioni sarebbero andate perse anche le relative autorizzazioni all’escavazione perché di fatto le aziende avrebbero perso la disponibilità del bene, che comunque resta di proprietà del Comune. Adesso invece ci sono i tempi tecnici, seppur molto stretti, per riuscire a firmare le convenzioni di proroga delle concessioni in essere. Per le cave da riattivare, invece, si andrà a gara. Sempre che tutto vada liscio il 20 ottobre durante il consiglio comunale che dovrà votare l’approvazione definitiva. Un processo lungo, di adozione, osservazioni, controdeduzioni e infine la Conferenza dei servizi con la Regione che ha chiesto alcune modifiche.

"La conferenza dei servizi il 27 settembre ha in parte recepito alcune nostre controdeduzioni, per altre ha richiesto invece delle modifiche – sottolinea l’assessora all’urbanistica Alice Rossetti -. Come la cava Capriolo Biancospino M46 che per la Regione è considerata rinaturalizzata e come tale non può essere riattivata. Una cava che non è comunque attiva dal 1992". In commissione urbanistica questo è stato uno dei temi di scontro. "Sono stata in commissione perché era doveroso chiarire determinati punti. Al di là di tutto credo che l’approvazione di questo Pabe rappresenti un ottimo risultato per l’amministrazione di Massa. Il Piano attuativo più importante e in queste settimane abbiamo avuto un’interlocuzione costante con l’assessore regionale Baccelli e la Regione. Un atto che ha il dovere di far collimare le esigenze del mondo delle imprese, importante per la provincia e il nostro comune, con la tutela ambientale".

Un altro tema sollevato dalla conferenza dei servizi è quello dell’escavazione in galleria nelle Zps, un nodo su cui si sono espressi anche il Ministero dell’ambiente e i giudici amministrativi. "Sì ma riguarda altri Piani attuativi. Per quello industriale di Gioia-Rocchetta le problematiche sollevate sulle Zone di protezione speciale e le distanze con le cavità carsiche non sono rilevanti". Il 20 il voto in consiglio. Cosa succede in caso di approvazione definitiva? "Abbiamo pronta una bozza di schema temporaneo di convenzione da sottoporre ai concessionari di cava, da sviluppare caso per caso. Questo sarò il documento che permetterà l’applicazione giuridica dei Pabe, definendo agri marmiferi, siti estrattivi e pertinenze, con un incremento temporale della concessione. La durata sarà subordinata agli impegni del concessionario e in base alle premialità. Ci sono anche obblighi per i concessionari".

Premialità che sono previste dal Regolamento degli agri marmiferi, come le certificazioni ambientali, l’occupazione e soprattutto la filiera corta. Il tempo massimo di proroga è definito in 25 anni a partire dal 2016, quindi ne restano al massimo 17 circa a disposizione Un appello alla politica? "Non un appello ma un richiamo al senso di responsabilità di ciascuno perché il piano serve a tutelare imprenditori, cittadini e ambiente".

Per gli altri Pabe quali tempi ci sono? "La prossima settimana dovremmo portare quello della Brugiana. Non saranno permesse attività di escavazione, ma lavoriamo per un progetto di teatro all’aperto nell’ex cava dismessa. Una meravigliosa terrazza con vista sul mare. Per il terzo Pabe, quello che riguarda i bacini in area Parco, cercheremo di chiudere in tempi stretti aprendo un’interlocuzione con la Regione e il Parco".