Lorenzo Clavo, 26 anni

Carrara, 7 settembre 2018 - Un terribile male l’ha strappato all’affetto dei sui cari. Morire a 26 anni è ingiusto e lascia una scia di dolore indelebile tra chi resta e lo piange. Si è spento Lorenzo Clavo, massese, ma cresciuto calcisticamente nelle file della Carrarese. Il giovane ha lottato per anni contro una malattia incurabile, che alla fine ha avuto la meglio su di lui. Nonostante un fisico ben impostato, il 26enne era conosciuto per la sua grande timidezza, caratteristica non scontata nelle generazioni di oggi.

Il mondo calcistico provinciale, appresa la notizia, è rimasto colpito e affranto da quanto accaduto a un giovane che dovrebbe pensare a vivere la sua vita intensamente, che invece viene così ingiustamente colpito.

Clavo aveva un futuro promettente tra i pali. Cresciuto calcisticamente nelle file della società di piazza Vittorio Veneto, con la quale aveva collezionato 10 presenze in panchina e alcune presenze da titolare in Coppa Italia con la Carrarese nelle stagioni 2008-2011. L’anno dopo aveva poi trovato un posto in Versilia, al Forte dei Marmi, nel campionato di Eccellenza, società con la quale si era trovato bene e aveva potuto far vedere il suo valore in porta, giocando tutto il campionato da titolare. Dopo l’esperienza in Versilia il 26enne era passato all’Aullese per una breve parentesi, prima di volare a dicembre in Sicilia, vestendo la maglia del Messina, collezionando ben 15 presenze.

L’anno successivo, il 2013, svincolato, era passato all’Atletico Terrarossa: all’epoca l’operazione era stata definita come un «colpaccio» per il Terrarossa. Clavo era originario di Massa e aveva frequentato l’istituto Barsanti. Poi la grande passione per il calcio che l’aveva portato a girare l’Italia per dimostrare il suo valore.

La notizia della sua scomparsa ha gettatato nello sconforto i suoi amici e compagni di squadra: «Se ne va un ragazzo educatissimo – scrive un conoscente –, caro Lorenzo adesso volerai lassù come hai fatto nel resto della tua vita». Scrive un altro amico: «Ricordo quando venivi a giocare a carte a Forno. Eri una bravissima persona, un peccato davvero, queste cose succedono sempre alle persone buone». C’è anche chi l’ha allenato che lo ricorda con affetto e lacrime: «Ti ho conosciuto, eri una bravissima persona, riposa in pace».