La manifestazione dell’Anpi per la LIberazione di Massa
La manifestazione dell’Anpi per la LIberazione di Massa

Massa, 20 aprile 2019 - Il centro studi Alcide De Gasperi è un’associazione di promozione sociale che da 25 anni segue la realtà massese, vivendone le speranze e le criticità. Ha elevato la propria voce e avanzato proposte con manifestazioni e col giornalino “L’Ape” in momenti significativi della vita cittadina. Di fronte a quanto è avvenuto a Massa nella giornata della celebrazione del 10 aprile, il Centro studi «non può tacere il proprio profondo sconcerto».

«Il consiglio direttivo, – si legge in una nota – ha espresso la propria preoccupazione sul significato e sui riflessi di quanto è accaduto nei termini che seguono. Al momento dell’accesso alla sala consiliare dei partecipanti alla celebrazione della Liberazione di Massa, indetta dall’amministrazione comunale, i rappresentanti dell’Anpi e alcuni esponenti politici, presenti unitariamente nel cortile coperto del palazzo civico, abbandonavano la manifestazione, marcando la propria assenza alla iniziativa istituzionale che radunava nell’aula consiliare le autorità militari, civili e religiose, le associazioni d’arma e combattentistiche, dei reduci e delle vittime di guerra, l’associazione dei patrioti apuani, rappresentanti di associazioni di volontariato, cittadini e gruppi di studenti delle scuole cittadine. Lo sgarbo civile e politico commesso con quel gesto è suonato come gratuita offesa a tutti i presenti alla cerimonia, attribuendo di fatto alla medesima un significato di iniziativa di parte e quindi divisiva e strumentale. Tanto più che a quell’abbandono ha fatto seguito una manifestazione pomeridiana organizzata dagli assenteisti del mattino, quasi a testimonianza di un presunto antifascismo autentico ed esclusivo. C’è da augurarsi che l’intera vicenda sia da attribuire a passate e recenti incomprensioni».

«A proposito di antifascismo – continua la nota – il Centro studi De Gasperi, a 74 anni di distanza da quella disastrosa dittatura, ritiene che le apologie del fascismo vadano perseguite a norma di Costituzione e di legge; e che i veri pericoli politici attuali da contrastare decisamente siano le tendenze alle cosiddette “democrature”, che puntano a rendere sempre più deboli i Parlamenti e sempre più forti i governi; che costruiscono nemici e seminano odio con l’utilizzo incontrollato delle tecnologie di persuasione di massa. Questo dovrebbe diventare il nuovo e fertile antifascismo. Infine, poiché unità e pacificazione sono valori indispensabili alla crescita democratica, questo Centro studi si ripromette di promuovere iniziative atte a favorire nella società massese una maggiore coesione, tanto indispensabile a questa città e che si dimostrò tanto esemplare ed efficace negli anni sofferti della Resistenza».