
Il presidente dell’Anpi di Tresana, Emanuele Fregosi, davanti al cippo che omaggia le vittime della furia nazifascista, che sconvolse il territorio lunigianese ottant’anni fa e il cui ricordo è più che mai attuale
Manlio Antoniotti, Guglielmo Giannetti, Antonio Boni sono morti nel torrente sottostante il borgo di Tavella, nel Comune di Tresana, ottant’anni fa. Uccisi barbaramente dai nazisti e fascisti che, stanziati a valle nel paese di Barbarasco, cercavano di catturare i capi dei battaglioni partigiani presenti sulle colline più in alto. Il 22 agosto 1944, un rastrellamento durato a lungo spezzò la vita di questi uomini innocenti, solo per vendetta, e perché tutti avessero paura, da allora, di aiutare i partigiani. Altre tre persone furono uccise quel giorno. "Ottant’anni è molto tempo, ma mai abbastanza" dice il presidente dell’Anpi Tresana Emanuele Fregosi. "Occorre ricordare, per conoscere che cos’è la violenza organizzata, quella che ha caratterizzato tutto il periodo di occupazione nazifascista, e che tra i monti e le colline lunigianesi e tresanesi ha causato molte morti innocenti". Per commemorare i tre uomini, e padri di famiglia, Anpi ha deposto come ogni anno una corona di fiori, lì dove si trova il cippo, alla presenza di discendenti e istituzioni comunali. "Nella parte alta del territorio – continua – il fronte era caldo. Quel 22 agosto del 1944 i tedeschi rastrellarono molte persone e incendiarono diverse abitazioni.
A Tavella radunarono un gruppo di abitanti nella piazza, dividendo le donne e i bambini dagli uomini. Due mitragliatrici davanti a loro, per impedirne la fuga, pastori tedeschi a mantenere le file. Manlio, Guglielmo e Antonio furono gli sfortunati prescelti. Alcuni testimoni, dopo i fatti, hanno affermato che a sparare furono i fascisti. Questo rende ancora più grave l’accaduto, perché mostra la cifra dell’alleanza ideologica tra i fascisti italiani – e lunigianesi – con gli occupanti nazisti. Allenza che fu anche operativa, trattandosi di uccidere direttamente". Il rastrellamento e le esecuzioni di Tavella si inscrivono in un agosto di sangue per il territorio lunigianese che, inserito sulla Linea Gotica, ha sperimentato la ferocia dei nazifascisti che cercavano di mantenere i propri avamposti tramite rappresaglie sui civili. 12 agosto: eccidio di Sant’Anna di Stazzema in Lucchesia. 16-19 agosto: eccidio di San Terenzo - Bardine. 24-27 agosto: eccidio di Vinca. Per citare gli eventi più efferati. "Non dobbiamo abbandonare il ricordo di nessuna vittima, dietro a ogni targa c’è una storia e una vita spezzata, una vicenda. Prendersi cura dei luoghi della memoria come quello di Tavella è fondamentale per formare una coscienza civile e storica a livello locale e non solo. Per questo speriamo che l’iscrizione sul cippo, che oggi è un po’ sbiadita a causa agenti atmosferici, possa essere ricolorata e sistemata affinché “le acque arrossate di sangue di questi martiri testimonino ai posteri il nefando delitto“. Come Anpi Tresana ci impegniamo a non far spegnere il ricordo di questi uomini, donne e ragazzini caduti in una sanguinosa pagina della storia e siamo convinti che mai debba disperdersi l’eredità della lotta di Resistenza, dove chi combattendo, chi trasportando messaggi, chi fornendo cibo, nascondigli e munizioni ha contribuito alla Repubblica", chiudei.
Emma Traversi