Sandro Pertini
Sandro Pertini

Massa, 28  gennaio 2020 - Non si placa la polemica a Massa e sul web per un post su Facebook, successivamente rimosso, del consigliere comunale di maggioranza della Lega, e coordinatore provinciale dei giovani del Carroccio, Filippo Frugoli, con offese nei confronti di Sandro Pertini. L'esponente leghista lo avrebbe scritto per criticare la richiesta di un'associazione culturale di intitolare un ponte all'ex presidente della Repubblica. "Ci vuole coraggio a fare una richiesta così - aggiunge Frugoli -. Se gli verrà dedicato un ponte chiederò di dedicare una via alle stragi partigiane, o alle vittime dei partigiani e delle brigate rosse. No Pertini". Nel post Frugoli definiva Pertini "brigatista rosso" e "capo partigiano che uccise una marea di persone accusate di essere fasciste o collaborazioniste con i fascsti".

Poi Frugoli ha cancellato il post e spiegato di "essere stato frainteso, se ho scritto qualcosa di non reperibile nei dati storici mi scuso, so che Pertini è stato un grande presidente". La polemica è arrivata anche in consiglio comunale di Massa durante le celebrazioni per il Giorno della Memoria. Per il consigliere comunale Pd Stefano Alberti sono "parole di una gravità assoluta, al limite della diffamazione e della querela. Non è ammissibile tanta ignoranza da una istituzione comunale. Il sindaco prenda provvedimenti".

La reazione ufficiale della Lega sconfessa decisamente Frugoli: "Prendiamo completamente le distanze da quanto dichiarato sui social dal nostro consigliere comunale massese, Filippo Frugoli. Parole sconsiderate su cui dissentiamo in toto; per noi, il compianto Presidente Sandro Pertini è in realtà una delle massime ed apprezzate figure istituzionali italiane, e certamente non merita certe inaccettabili dichiarazioni». Lo afferma il commissario della Lega della Toscana Daniele Belotti. «Probabilmente, ma non è una scusante - aggiunge Belotti in una nota -, la giovane età di Frugoli non gli ha permesso di essere più riflessivo prima di esternare pensieri censurabili; invitiamo il consigliere a guardare più al futuro e non al passato. L'inesperienza - conclude - purtroppo, talvolta, fa commettere sciocchezze come quella del nostro consigliere che si è poi prontamente scusato, capendo di aver commesso un grave errore"