RICCARDO JANNELLO
Cronaca

Il Touring è ’Club del territorio’: "Un’occasione per rilanciare il turismo e il commercio"

Sandri: "Possiamo portare eventi e pubblicizzarli a livello nazionale. Sinergia tra i Comuni di costa. Dobbiamo sfruttare la cultura, l’arte, ma anche l’enogastronomia. E unire mare, città e monti".

Sandri: "Possiamo portare eventi e pubblicizzarli a livello nazionale. Sinergia tra i Comuni di costa. Dobbiamo sfruttare la cultura, l’arte, ma anche l’enogastronomia. E unire mare, città e monti".

Sandri: "Possiamo portare eventi e pubblicizzarli a livello nazionale. Sinergia tra i Comuni di costa. Dobbiamo sfruttare la cultura, l’arte, ma anche l’enogastronomia. E unire mare, città e monti".

Con le firme del presidente nazionale del Touring Club Franco Iseppi e del console provinciale Walter Sandri, Massa è ufficialmente sede di un “Club del Territorio”, secondo in Toscana dopo Firenze.

Sandri, che significa avere il “Club del territorio”?

"Un’opzione per portare eventi e pubblicizzarli a livello nazionale grazie alla rete del Touring".

Quale il ruolo dell’associazione?

"La comunicazione. La nostra rivista viene distribuita a tutti gli associati, più di 200mila, oltre che a librerie, biblioteche e altri luoghi. La stima è di 700mila lettori. E poi siamo un marchio di riferimento grazie ai 130 anni di storia".

Lavorerà a livello provinciale?

"Certo. Dobbiamo capire che i nostri territori più si uniscono più hanno la possibilità di mostrarsi. Carrara, Massa e Montignoso, ovvero la costa apuana, è deficitaria nella cartellonistica turistica, vecchia e non adeguata agli stranieri. E’ un intervento che stimolerò".

E per quanto riguarda i soldi? Come si recupera l’investimento?

"Con il Pnrr si stanno ristrutturando tante chicche storiche del territorio, ma bisogna programmare cosa farci quando saranno terminate, non si può aspettare un anno e mezzo dopo la fine dei lavori: per organizzare eventi e attrarre turismo ci vuole tempo".

Si riferisce al Castello Malaspina?

"Soprattutto. Bisogna renderlo accessibile senza fatica a piedi e aiutare chi ha un disagio. E riempire il suo guscio vuoto".

Che cosa suggerirebbe per sfruttarne le potenzialità?

"Un progetto tipo quello di Gradara, in provincia di Pesaro e Urbino, il cui Castello accoglie circa 200mila visitatori l’anno: hanno inventato che la storia di Paolo e Francesca si fosse svolta lì. Noi dovremmo crearne una legata al nostro territorio che sia attrattiva e abbia un fondamento ben più solido. Penso alla storia delle sorelle Eleonora, Ricciarda e Taddea Malaspina che può attrarre molti curiosi sfruttando anche in modo sapiente l’Intelligenza artificiale per proporre ai turisti un prodotto innovativo. O un progetto sul Portale dei Biduino".

Come si fanno arrivare turisti internazionali?

"Un canale sono le crociere: se portano i turisti da La Spezia o Livorno a Firenze o alle Cinque Terre perché non possono portarli a Massa? Ma ci sono anche altri canali per promuovere il nostro territorio all’estero, bisogna attivarsi".

E cosa potremmo offrire loro?

"Ad esempio un percorso museale che leghi Palazzo Bourdillon e il Castello Malaspina usando delle navette. Ovvio che bisogna incentivare le mostre".

Lei insiste molto con le mostre, come mai?

"Perché la cultura in genere, e quindi ogni arte, e il turismo devono viaggiare di conserva, essere reciproci nel portare indotto al commercio. Cultura è anche l’enogastronomia che molti sottovalutano. Creare un cammino nel Candia in visita alle nostre cantine è un punto di attrazione da sfruttare. Noi già siamo sede del cammino della via Francigena, se ne può creare uno locale come fatto da altre città".

Il turismo che voi proponete come deve essere?

"Delocalizzato e destagionalizzato. Possiamo puntare sul recupero delle ville di Marina di Massa architettonicamente più importanti e farle visitare; creare maggiore osmosi fra mare e città in ogni periodo; riportare gente all’Orto Botanico che è poco visitato rispetto alla sua potenzialità. La montagna va sfruttata meglio".

Partecipare al bando per Capitale italiana della Cultura può servire?

"Concorrere da soli non ha senso, ma i tre Comuni della costa

potrebbero mettersi insieme e vincere".

Come si costruisce il turismo volano dell’economia?

"Auspico che gli assessorati alla Cultura, Turismo e Commercio si coordinino. Vanno interessati i commercianti agli eventi per trainare l’indotto sennò finisce che ci sono negozi che aprono e chiudono con velocità impressionante".

Come si muoverà in modo pratico il “Club del Territorio”?

"Stiamo organizzando i volontari Touring per avere in gestione un luogo simbolo che sia anche la nostra sede".

A cosa sta pensando?

"Alla chiesetta di piazza Mercurio appena disponibile, o a quella del Carmine: due veri gioielli".

C’è un luogo particolare oltre al Castello Malaspina da cui Massa deve ripartire e attrarre visitatori?

"Ce ne sono due. La Cripta dei Malaspina in Duomo, dove abbiamo già fatto iniziative molto frequentate; e il Guglielmi: in ogni città si può visitare il teatro, perché non farlo a Massa dove abbiamo una delle più belle perle ottocentesche? Ecco: dobbiamo imparare a sfruttare il nostro tesoro".