A sinistra Marchetti con Zubbani
A sinistra Marchetti con Zubbani

Carrara, 1 aprile 2017 - Grande cordoglio in città per la scomparsa del senatore Fausto Marchetti, sindaco di Carrara dal 1987 al 1991, ripeteva alla moglie questa frase. In pochi sapevano della passione calcistica, ereditata dal padre, fervente tifoso della Carrarese. Ma più del calcio a Marchetti, che si è spento venerdì sera, tra le braccia della moglie e dei figli Nicola e Lucia, nella storica residenza di Torano, piaceva la politica. Brillante avvocato laureatosi giovanissimo, un passaggio da associato all’Università, aveva iniziato a fare politica nel Psi a sedici anni, diventandone prima consigliere e poi assessore in Comune e Provincia. Fondato il Psiup, sfiorò l’elezione alla Camera neanche trentenne. Nel 1971 approda al Pci e dal 1975 al 1985 ne diventa l’ultimo consigliere regionale di Carrara. Rientrato in consiglio comunale, viene eletto sindaco due volte: la prima nel 1987, la seconda nel 1989 fino al 1991 quando si dimette per la svolta di Occhetto e inventa Rifondazione. Catalizzatore di voti ineguagliabile, nel 1992 è eletto Senatore della Repubblica per Rifondazione comunista e viene confermato nel ‘96 e nel ‘98. Padre unico del primo regolamento degli agri marmiferi, fra gli ideatori della internazionale marmi e macchine, segretario della bicamerale presieduta da Massimo D’Alema (tra i primi a fare le condoglianze) ha fatto della misura e dell’onestà il suo tratto distintivo. Ma il “gol” più bello per Carrara, che nel 2010 gli ha conferito la prima Benemerenza, è quello che segna nel 1994 al Governo Berlusconi. Un suo emendamento da allora permette al Comune di Carrara di recuperare diversi milioni di euro dal settore lapideo. Intellettuale finissimo, lettore accanito (lascia una biblioteca con oltre diecimila titoli e un archivio personale impressionante) nel 2001 quando decide di andare in pensione, inizia una seconda vita come quotato autore di saggi politici realizzando tre libri di diritto minerario che restano punti di riferimento per Università e studiosi.

Le esequie si terranno oggi alle 15 partendo da Torano per raggiungere il cimitero di Marcognano, a pochi passi dalla casa di famiglia. Il sindaco Angelo Zubbani ricorda il senatore Marchetti come «Un politico a tutto tondo, con una visione alta e forte della politica che ha dedicato una vita a Carrara e le sue energie migliori soprattutto al marmo e allo studio di soluzioni giuridicamente efficaci per dare più diritti alla comunità, ma anche per salvaguardare il patrimonio archeologico e culturale delle cave. Se oggi abbiamo più chiari gli aspetti giuridici legati all’estrazione ed alle sue ricadute sociali lo dobbiamo al suo impegno di consigliere regionale, di sindaco e di parlamentare che ha saputo rappresentare i problemi dell’industria lapidea grazie a una grande cultura giuridica unità alla conoscenza dei processi di estrazione e lavorazione, sempre osservando la società e la politica con gli occhi attenti di chi crede nelle soluzioni possibili».

Addolorato il repubblicano Alberto Pincione, attuale presidente della Fondazione CrC, che con Marchetti ha condiviso un’importante esperienza politica locale: «Di Fausto Marchetti – dice Pincione – mi onoro di essere stato vice sindaco e di aver collaborato con lui per la stesura del primo regolamento degli agri marmiferi. Profondo conoscitore del problema del marmo anche come senatore ha fatto molto per il lapideo e per la città che deve essergli molto grata». «Esempio di intransigenza morale – prosegue – e di dedizione agli ideali di progresso è stato uno degli ultimi veri uomini di sinistra della nostra città. Sono vicino ai suoi familiari in questo momento di dolore». Ieri sera, prima del Consiglio comunale è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare l’ex senatore. Le parole di Luca Ragoni, presidente del consiglio comunale: «A nome dei consiglieri, faccio le pià sentite condoglianze alla famiglia Marchetti, se ne va un politico dalla grande etica, un politico d’altri tempi, che preferiva non apparire, ma dimostrare con i fatti il suo lavoro, vedi il mondo del marmo, del quale era grande conosciutore»