Il pubblico dell'edizione 2015 di Con-Vivere (foto d'archivio)
Il pubblico dell'edizione 2015 di Con-Vivere (foto d'archivio)

Carrara, 10 settembre 2019 - Una città in festa che non è rimasta delusa nelle aspettative: un festival che anche quest’anno ha fatto centro. Al tutto esaurito nelle varie conferenze con i big del pensiero, dove qualche seggiola in più non avrebbe guastato, si è registrato un sold out anche nei vari locali e caffè cittadini che hanno fatto a gara a proporre menù tipici e degustazioni. Il festival Con-Vivere, forte di oltre 30mila presenze che hanno affollato concerti, incontri, mostre e proiezioni cinematografiche, anche quest’anno si è laureato come l’evento clou della cultura cittadina. Soddisfatto il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Carrara, Enrico Isoppi, al suo debutto al festival, avendo preso il testimone da Alberto Pincione da pochi mesi, il quale si compiace della partecipazione della città tutta.

«Un susseguirsi di conferenze e spettacoli con tanto pubblico – ha dichiarato Isoppi – e, soprattutto, pubblico consapevole e partecipe. Tanti giovani, alle mostre, al cinema nei concerti. Da qui, come tradizione dal festival, è passato il sapere in tutte le sue declinazioni. Non posso che esprimere soddisfazione per il tutto esaurito che si è registrato nei bar e ristoranti del centro. È stato il mio primo festival da presidente della Fondazione e ho sentito da subito la responsabilità di conservare tutto questo patrimonio che ho ricevuto in dote. A questo aggiungo la soddisfazione per un festival che sempre di più, come ho avuto modo di dire in questi giorni, è diventato di tutti e mi riferisco ai soggetti che hanno dato vita al Comitato per Con-vivere di cui la Fondazione è ente capofila. E tra non molto con tutti loro saremo al lavoro per parlare del futuro».

Il resto sono stati 4 giorni di cultura, di riflessione sui temi del lavoro e della formazione che sono stati sviscerati con tanti ospiti dal punto di vista sindacale, c on Vincenzo Colla e Stefano Franchi, sotto il profilo della preparazione del cittadino, con il sapiente intervento di Paolo Mieli che ha ricordato come in politica serva la conoscenza della storia e una preparazione possibilmente classica. Molto seguiti da genitori e famiglie i vari incontri sull’educazione, da quello di Alberto Pellai che ha parlato dei figli iperconnessi, la piaga delle famiglie attuali, a quello di Daniele Novara sul coraggio di educare, da cui è emersa l’importanza di saper dire di no. Una città tutta che ha risposto con i suoi ristoranti, i suoi caffè, le sue scuole e i suoi docenti, ma anche con i suoi artisti e le sue associazioni: ognuno per la propria competenza ha dato il contributo a un festival che è sempre più identitario della nostra città, diretto con lungimiranza dal filosofo Remo Bodei.