Polizia postale
Polizia postale

Massa, 27 maggio 2019 -  Dietro il computer non c’era un ragazzo della sua età con cui aveva cominciato a «chattare» sui social network. Se ne è accorta col passare dei giorni quando toni e modi di quel presunto coetaneo si sono fatti sempre più insistenti, molesti: non smette un attimo di scrivere alla ragazzina di 14 anni con frasi e argomenti che lasciano ben poco all’immaginazione. Parole troppo «forti» per una adolescente che per settimane si è chiusa in se stessa come paralizzata dalla vergogna e dalla paura. Si sente in colpa, anche se l’unica vera colpa è di chi sta approfittando della sua ingenuità per cercare di prevaricarla.

Poi un po’ alla volta trova la forza di confidarsi con la mamma: le racconta di quell’adulto che fingendosi ragazzino, la sta tormentando di messaggi sul suo smartphone. La mamma la ascolta, la consola, poi prendere la decisione che le sembra più adatta per intervenire a difesa della figlia: si siede davanti al computer, gestisce in prima persona il profilo social della ragazzina, c’è lei quando sullo schermo appaiono i messaggi di quell’uomo. E lì capisce come il racconto della ragazzina fosse drammaticamente vero: ma ora c’è da agire, da passare al contrattacco per mettere fine a quella situazione ad altissimo rischio. Così la madre decide di rivolgersi ai referenti locali di Telefono Azzurro, con cui era entrata in contatto tempo prima per un progetto a tutela dei bambini nella scuola del figlio più piccolo. In quella occasione avevano parlato proprio dei rischi legati alle false identità diffuse sul web, di adulti che si fingono ragazzini per adescare minorenni. Proprio come stava facendo quell’uomo con la figlia. Così parte la richiesta di aiuto, che i referenti di Telefono Azzurro fanno subito loro: insieme si rivolgono alla Questura di Massa dove la ragazzina racconta per filo e per segno cosa stava succedendo, fornendo le indicazioni utili a identificare quell’uomo. Una brutta storia conclusa col lieto fine, raccontata dalla madre l’altro pomeriggio in Prefettura nel corso della tavola rotonda in occasione della «Giornata internazionale dei bambini scomparsi».