I limiti evidenti di cui ha parlato anche l’allenatore Lopez, dopo lo stiracchiato pareggio casalingo contro l’Olbia – e con i quali la Lucchese deve convivere, se non rientreranno presto gli infortunati – , riguardano il centrocampo. Dove manca un leader in grado di organizzare il gioco. Da un po’ di tempo la Lucchese si schiera con due laterali, più bravi ad attaccare che a difendere, come Panati, a destra e Adamoli, a sinistra. I tre di mezzo, che dovrebbero garantire chiusure e ripartenze, sono, in realtà: un incontrista (Meucci), un esterno adattato...

I limiti evidenti di cui ha parlato anche l’allenatore Lopez, dopo lo stiracchiato pareggio casalingo contro l’Olbia – e con i quali la Lucchese deve convivere, se non rientreranno presto gli infortunati – , riguardano il centrocampo. Dove manca un leader in grado di organizzare il gioco. Da un po’ di tempo la Lucchese si schiera con due laterali, più bravi ad attaccare che a difendere, come Panati, a destra e Adamoli, a sinistra. I tre di mezzo, che dovrebbero garantire chiusure e ripartenze, sono, in realtà: un incontrista (Meucci), un esterno adattato (Nannelli) ed un interno offensivo (Zennaro).

Non è un caso che i rossoneri facciano fatica a garantire il filtro necessario per la difesa e a supportare al meglio gli avanti. E, allora, è quasi inevitabile che spesso il centrocampo venga saltato con i lanci dalle retrovie e si punti ad innescare subito gli attaccanti che, però, dovrebbero essere meglio supportati, piuttosto che lasciati al loro destino. Le cosiddette alternative, con Sbrissa ancora out, oltre a Cruciani e Caccetta, sono un difensore (Papini) adattabile a fare l’esterno di destra, più un laterale di sinistra come Maestrelli ed un interno tipicamente offensivo come Kosovan.

Dal momento che questo è quello che passa il convento, la Lucchese non può fare altro che puntare tutto su ritmo, agonismo, aggressività. Come ha fatto spesso nei secondi tempi, quando si è trovata a dover rincorrere. Da "inventare" non c’è proprio nulla e Lopez ha già fatto molto, dando fiducia al giovane Panati, al suo primo campionato tra i professionisti, che in realtà è tra i migliori ventenni in quel ruolo di tutto il girone. Contro i sardi Panati ha scavato anche il gol che ha evitato alla Lucchese di incappare in una sconfitta che avrebbe ulteriormente complicato la già problematica corsa verso la salvezza. Non avendo a disposizione la possibilità di applicare anche un mini turn-over, dal momento che è in arrivo il primo dei tre turni infrasettimanali del girone di ritorno, mercoledì pomeriggio, a Bergamo contro l’Albinoleffe, il trainer dovrà insistere ancora sugli undici di domenica. Ai quali chiederà, soprattutto, di avere un approccio più adeguato, perché troppe volte la squadra è andata in svantaggio nel corso del primo tempo, se non addiittura nelle battute iniziali.

E’ giusto che, sia Lopez che la dirigenza rossonera, cerchino di infondere sicurezza ed un briciolo di ottimismo nella squadra, nonostante che la classifica continui a piangere. La Lucchese ha, ora, due obiettivi inderogabili: abbandonare l’ultimo posto e stare molto attenta a non allargare la "forbice" con la quart’ultima, attualmente di 9 punti, uno in più di quello necessario per disputare, eventualmente, i play-out. Perché, se dovesse perdurare quel divario, pur non arrivando ultimi, sarebbe ugualmente retrocessione.

Emiliano Pellegrini