La vetrina del negozio
La vetrina del negozio

Lucca, 24 gennaio 2020 - Santi Guerrieri chiude. Lo storico, elegantissimo negozio di via Calderia, appena tagliato il traguardo di ben 150 anni di attività – dal bisnonno, fondatore nel 1870, a Claudio (ex presidente della Camera di Commercio) e Franco oggi – a marzo fermerà le macchine.
Decisione irrevocabile signor Claudio Guerrieri?
"Tanto ponderata quanto irrevocabile".
Un altro segno, doloroso, di una città che cambia?
"Sì. Lucca è cambiata profondamente, e con lei tutto il commercio. Ormai si compra online, i negozi tradizionali stanno subendo grosse penalizzazioni. Sono in estrema sofferenza".
Eppure avete sempre avuto clientela fidelizzata, lucchese e non solo.
"Questo sì, non si può negare. Anzi ringrazio di cuore tutti i nostri clienti, che negli anni ci hanno gratificato. E anche Confcommercio che ci ha sempre offerto valida assistenza. Ma i cappelli, ad esempio, non sono certo più un prodotto di punta. E’ tutto cambiato, bisogna prenderne atto".
Proprio non c’era modo di passare il testimone, in casa o esternamente?
"No. Con Franco ne abbiamo ragionato a lungo e poi abbiamo preso la decisione, rimandandola al 2020, per riuscire a tagliare il traguardo dei 150 anni del negozio. E ora ci siamo".
Cosa diventerà lo storico fondo di Santi Guerrieri? Il timore di tutti di una città preda della ristorazione troverà una nuova conferma?
"Non è un timore, ormai è una realtà. Non ho preconcetti da questo punto di vista, non credo che sia una sola attività, la mia, a far la differenza, da questo punto di vista. Quindi staremo a vedere".
Ha ricevuto offerte?
"Al momento no. Il fondo è di nostra proprietà, vedremo".
Da dove partì la storia di Santi e Guerrieri?
"A creare l’attività fu il bisnonno nel 1870. Si chiamava Santi. Questo mi serve anche per chiarire quello che non tutti i lucchesi sanno: Santi Guerrieri non è una società, è il nome del bisnonno".
Il primo negozio era nella stessa sede di quello di oggi?
"Sì, ma aveva solo la zona delle due vetrine di ingresso, non ancora i locali in Corte Portici dove poi ci siamo ampliati. Vendeva cappelli e pellicce".
Poi?
"Poi subentrò il nonno Isandro, e in seguito mio padre Aimone e lo zio Manlio. Oggi l’attività è gestita da me e da mio cugino Franco".
Quindi adesso volata finale con gli sconti?
"Proprio così, li abbiamo già avviati, e andranno avanti qualche settimana. Sarà l’occasione anche per salutarsi con i clienti. Con dolore ma serenità".

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