Auto distrutta
Auto distrutta

Lucca, 11 giugno 2019 - Tutti «assolti perché il fatto non costituisce reato». Questa la sentenza emessa ieri dal giudice Stefano Billet al processo per la morte di Sauro Tortelli, l’imprenditore di Giuncugnano deceduto a 41 anni a causa di un masso che travolse la sua auto sulla Lodovica, all’altezza di Rivangaio. La tragedia avvenne il 5 marzo 2015, un giorno passato alla storia per l’eccezionale tempesta di vento che colpì anche la nostra provincia. Tortelli, titolare del centro benessere Vitality di Piazza al Serchio, stava guidando verso Lucca quando un macigno staccatosi dalla parete della montagna piombò sulla sua auto, uccidendolo sul copo. Rimase invece illesa per miracolo la donna accanto a lui, dipendente del centro benessere, che Tortelli stava accompagnando all’ospedale di Pisa per alcuni esami medici. 
  
La procura, ritenendo che ci fossero responsabilità per quella morte, aveva chiesto e ottenuto di processare Giovanni Pratali, ex ingegnere capo della Provincia di Lucca (avvocato Riccardo Carloni) e tre professionisti che a vario titolo si erano occupati del progetto di installazione della barriera: Antonio Ricci (difeso dall’avvocato Luigi Velani), Fabio Lo Jacono (avvocato Andrea Di Giuliomaria) e Mario Trivellini (Maurizio Campo). La Provincia era tutelata dall’avvocato Francesco Usai. Per le parti civili gli avvocati Giacomo Ciardelli, Cristiano Ciardelli Elena Giuliani.
 
L’accusa per i quattro era di concorso in omicidio colposo, per aver realizzato una rete paramassi che non aveva un’altezza adeguata, tanto che venne letteralmente saltata dal macigno killer. Ma per il giudice Billet, non sono riscontrabili condotte di reato a carico dei quattro imputati, che sono dunque stati assolti. Tuttavia, nella stessa formula di assoluzione viene lasciato uno spiraglio alle parti civili, dato che si ammette un profilo di possibile responsabilità in termini di risarcimento in sede civile.