Multe ai bus
Multe ai bus

Lucca, 12 aprile 2019 - Non ci stanno. I vigili urbani, tramite il sindacato Diccap, replicano punto su punto alla bufera di polemiche scatenata dalla raffica di multe agli autisti dei pullman carichi di turisti piovute nel 2018. Le sanzioni infatti, come raccontato dal nostro giornale, hanno fatto infuriare la stampa di settore. Soprattutto quella tedesca. Che ha lanciato, tramite la rivista Busblickpunt, un invito a tutti gli operatori turistici: girare al largo da Lucca. Ecco l'intervento-fiume del sindacato pubblicato in forma integrale. 

"La scrivente O.S. ritiene doveroso intervenire tramite il presente comunicato per stigmatizzare alcuni interventi e prese di posizione, apparsi nelle ultime settimane sulla stampa locale e non solo, a nome di politici di varia estrazione, referenti delle associazioni alberghiere, guide locali ed altri soggetti legati al settore turistico-ricettivo, tramite cui è stato gettato discredito verso il personale della polizia municipale di Lucca, accusato di presunti controlli pressanti a carico dei bus turistici, che avrebbero indotto ad un rilevante calo dei flussi di comitive, sia nella città di Lucca, sia in quelle limitrofe. Prima di procedere nei dettagli, preme rilevare che i suddetti attacchi, condotti con tempistica precisione a ridosso dell’apertura della stagione turistica cittadina, lasciano trapelare un malcelato intento intimidatorio nei confronti dell’amministrazione comunale lucchese e del Comando di Polizia Municipale da cui il personale impegnato nei controlli dipende.

Di fronte a tali intenti ci si auspica che l’Amministrazione Comunale non si lasci influenzare e continui a tenere alta l’attenzione in relazione alla delicatezza e alla rilevanza della materia ed ai generali e più alti interessi collettivi che la pubblica amministrazione è chiamata a tutelare, rispetto alla protezione degli interessi economici particolaristici di determinate categorie imprenditoriali. Al di là della suddetta considerazione preliminare, questo sindacato ha premura di ripristinare la verità dei fatti a difesa della professionalità del personale del Corpo di Polizia Municipale di Lucca, la natura e lo scopo del cui operato è stato infangato attraverso una campagna diffamatoria ed un’opera di disinformazione architettata ad arte.

La città di Lucca vanta in seno al proprio comando di Polizia municipale, un piccolo nucleo di personale, specializzato nei controlli all’autotrasporto che con il tempo è riuscito a guadagnarsi una certa fama e rispetto che travalicano gli stretti confini regionali, tanto da vantare plurime collaborazione con la Polizia Stradale e altre Polizie Locali di varie regioni. Tali agenti sono da tempo impegnati sul fronte dei controlli dei mezzi pesanti per trasporto di cose e di persone nell’ottica di garantire e tutelare la sicurezza stradale di tutti gli utenti della strada, del personale dipendente alla guida di questi veicoli e dei suoi passeggeri. Stanti i dati in possesso di questa organizzazione si evidenzia in primo luogo che la verità numerica di detti controlli è completamente diversa da quella rappresentata finora sugli organi di stampa e non è sostenibile che i vettori, soprattutto tedeschi (stranamente rigidissimi in patria ma desiderosi di trasgredire impuniti oltre i loro confini), abbiano escluso la visita a Lucca dai loro Tour nel timore di essere sanzionati. Può esser vero che qualche operatore turistico straniero, stizzito per le sanzioni ricevute (peraltro quasi sempre oblate senza ricorso e con soccombenza degli opponenti nei rari casi di contenzioso), abbia potuto pubblicare sulle riviste settoriali nazionali un’incitazione a boicottare turisticamente la città di Lucca, ma non si può barattare la sicurezza stradale con gli interessi di pochi soggetti che vorrebbero, “magari”, essere lasciati liberi di non rispettare le norme che sono a tutela della sicurezza di tutti noi. Inoltre, in una realtà con elevato livello di ricettività tale elemento ha portata irrisoria e sortisce un effetto nullo.

E’ sufficiente, infatti, affacciarsi in un giorno qualsiasi al terminal del parcheggio Palatucci per verificare l’ingente presenza di bus turistici in sosta. Se poi corrispondesse al vero quanto sostenuto dalle parti in causa, non si comprenderebbe come in altre realtà italiane a spiccata vocazione turistica (si pensi alla città di Torino o alla riviera romagnola) dove i controlli all’autotrasporto turistico vengono svolti costantemente da anni da parte delle polizie municipali e dalla Polstrada, mai si siano imputati a questi ultimi estemporanei cali dei flussi turistici, né siano emerse scene di isterismo collettivo da parte delle associazioni di categoria.

Volendo scendere più a fondo nei dettagli delle notizie fornite alla stampa dai suddetti soggetti si intendono confutare alcune asserzioni palesemente diffamatorie nei confronti dell’attività lavorativa svolta dagli agenti e il tutto verrà inoltrato ai nostri uffici legali per le valutazioni del caso per la tutela dei propri iscritti. Non corrisponde al vero che le verifiche standard effettuate dagli agenti si concentrano esclusivamente sul controllo del cosiddetto “foglio di viaggio”, il cui ruolo giuridico sarebbe – a dire degli operatori di settore - ormai superato. La check-list standard, cui gli agenti si attengono durante i controlli, prevede in primo luogo la verifica dei tempi di guida e riposo tenuti dagli autisti e su questo versante il panorama delle infrazioni emerse negli ultimi anni appare francamente sconfortante, soprattutto nei periodi primaverili, allorché le ditte di autobus turistici sono massicciamente coinvolte nel trasporto delle gite scolastiche nazionali ed internazionali. Sovente gli autisti controllati hanno esibito una serie molto lunga di giorni lavorativi, senza alcun stacco di riposo nel weekend. Solo per citare un esempio due autisti dell’est Europa sono stati colti a guidare senza riposo settimanale da ben 28 gg consecutivi. Alcune ditte addirittura sono state plurimamente sanzionate per l’alterazione delle registrazioni del tachigrafo al fine di nascondere gli eccessi di guida od i riposi troppo brevi goduti dagli autisti. Citiamo, infine, il caso di un bus straniero i cui due autisti guidavano con la scheda tachigrafica di un loro collega non presente a bordo per attribuire fittiziamente a quest’ultimo i propri tempi di guida.

Riguardo a tali infrazioni - e qui non c’è mistificazione di parte che tenga - la cittadinanza ben sa, dai recenti tragici eventi assurti alla cronaca nazionale ed internazionale, quanto la stanchezza indotta dal sovrasfruttamento dei conducenti, possa essere pericolosa per i passeggeri, gli autisti stessi e per tutti gli altri utenti della strada. Il nostro interesse e dovere, quale organo di Polizia, è proteggere l’incolumità delle persone, attraverso il rispetto delle regole che sono pensate e scritte proprio a tale scopo. Altro aspetto di rilievo non secondario è costituito dall’ispezione delle dotazioni di sicurezza di bordo relativamente al quale sono spesso emerse evidenti carenze, quali gli estintori antincendio non sottoposti a regolare manutenzione, nonché valigette di pronto soccorso contenti medicinali e presidi sanitari scaduti. Merita fare una precisazione a sé stante sul famigerato “foglio di controllo” che tanto cruccio sembra dare a tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel mondo turistico locale. E’ completamente falso che significato e ruolo di tale documento risultino superati alla luce dei trattati sulla libera circolazione dei cittadini comunitari in seno all’unione.

Tale modulo, che deve essere integralmente compilato prima della partenza delle gite internazionali senza concessione ad improvvisazioni estemporanee, non costituisce una forma di pressante controllo sullo spostamento dei gitanti, ma fornisce dati per valutare la corretta esecuzione dell’attività di trasporto da parte dei vettori. La rilevanza ed attualità del modulo è provata dal fatto che il regolamento comunitario che ne ha formalizzato il contenuto, disciplinandone anche la compilazione, risale a pochi anni or sono (precisamente 2014), il che smonta qualsiasi pretesa di accamparne una presunta vetustà ed irrilevanza nel panorama normativo attuale.

L’esame di tale documentazione ha permesso in molti casi di scovare imprese circolanti senza la prescritta licenza europea o con quella rilasciata ad altre imprese o addirittura vettori stranieri che stazionavano perennemente sul territorio italiano nelle vicinanze degli aeroporti, senza mai far rientro in patria, in attesa permanente di loro concittadini in arrivo con gli aerei di linea, dando luogo a fenomeni di concorrenza sleale nei confronti delle imprese nazionali di trasporto passeggeri. Il messaggio che questa sigla sindacale desidera far emergere è che i controlli dovrebbero essere una richiesta e un patrimonio di tutti, perché garantiscono la sicurezza di tutti. Colpiscono solo quelle aziende scorrette che sfruttano i lavoratori mettendo così a repentaglio l’incolumità dei passeggeri e di coloro che circolano sulle nostre strade. Dovrebbero essere in primis le nostre aziende turistiche a pretendere il rispetto delle norme di sicurezza da parte di tutti i vettori e da parte delle società di turismo, perché non si ripetano più stragi come quelle che, purtroppo, abbiamo già visto e letto sulla stampa. Piuttosto che sparare a zero sul personale del Comando di P.M. tramite toni denigratori ed allarmistici, sarebbe molto più sensato per le imprese di trasporto italiane e straniere e per l’imprenditoria coinvolta nell’indotto turistico informarsi normativamente, comprendere gli errori commessi e visitare la città con la documentazione in regola.

Peraltro più volte proprio la P.M. di Lucca ha proposto di pubblicare, attraverso i siti web informativi istituzionali, informazioni ed istruzioni rivolte agli operatori turistici ed ai vettori in merito ai controlli eseguiti in città ed al corretto uso della documentazione di trasporto, ma tale proposta ad oggi è rimasta inascoltata, non si sa per quale motivo o interesse. Un breve cenno merita fare ad una questione a carattere tecnico, che di per sé stessa sarebbe la più risibile, ma che purtroppo ha una sua rilevanza nel contesto genericamente infamante e di stampo qualunquistico che ha caratterizzato i recenti articoli di stampa sulla questione in oggetto. Ci si riferisce allo sciatto e banale tentativo di far passare gli agenti della municipale come “gabellieri” al servizio dell’amministrazione di appartenenza. In una chiara e pacata dialettica fra le parti non vi sarebbe bisogno di fare precisazioni su un aspetto tanto effimero ed inconsistente, ma purtroppo riprendendo un motto lucchese “il troppo stroppia” e per questa volta si è deciso di scendere tanto in basso quanto la controparte.

Ci piace quindi chiarire all’opinione pubblica che la massima parte delle violazioni nel settore dell’autotrasporto comporta sanzioni di spettanza dello Stato e ben poco (anzi pochissimo) gravita nelle casse comunali; malgrado ciò il personale della Municipale di Lucca opera con dedizione da anni in un campo sul quale sia il Ministero dei Trasporti che quello dell’Interno hanno sempre auspicato il coinvolgimento delle polizie locali in un’ottica di coordinamento dei controlli che rivestono primaria importanza per la sicurezza pubblica, per quella stradale e per l’economia nazionale, e ciò non può essere in alcun modo subordinato ad interessi privati di alcune categorie. Concludiamo con una considerazione ed un auspicio a carattere generale. I referenti delle varie categorie imprenditoriali ed i politici coinvolti nella questione ben farebbero a valutare se il presunto (perché i dati in nostro possesso raccontano tutt’altra verità) calo del flusso turistico nelle proprie città non sia da imputarsi in realtà ad altri fattori. Costituirebbe atto di maturità valutare la qualità dei servizi proposti ai turisti ed i costi richiesti, prima di addossare ad altri carenze ed in efficienze forse da ricercare nel proprio orto".