Lucca, 9 giugno 2017 - «CHE SENSO ha per un giovane italiano conoscere Berlino o Barcellona e non aver mai messo piede a Lucca o Matera? L’Europa comincia a casa propria». La frase è contenuta nel fondo dal titolo “Cattedre più alte per i prof”, pubblicato martedì scorso sulla prima pagina del Corriere della Sera: un decalogo di suggerimenti destinati al nuovo ministro dell’istruzione. A firmarlo è Ernesto Galli della Loggia, editorialista del quotidiano, docente emerito di storia in varie università e fra i più noti intellettuali italiani. La citazione di Lucca come méta consigliata per i giovani rende orgogliosi. E incuriosisce.

Professor Galli Della Loggia, perché ha citato Lucca?

«(lieve risata) Perché è una delle città più belle che esistano». In genere, in questo ambito si fa il nome di Siena. «Avrei potuto citarla. Oppure Parma. Ho scelto Lucca forse perché ci ho trascorso di recente una giornata e trovo bellissimo passeggiare sulle Mura, con la città antica da una parte e il verde dall’altra».

Il suo consiglio è in chiave didattica: gite scolastiche.

«Lucca è piena di storia, di arte. Le Mura offrono perfino lo spunto per una lezione di ingegneria militare. Le fortificazioni rappresentano una pagina importante della storia politica dell’Europa». Sul tema avrebbero da esprimersi il prof. di storia e quello di fisica, fra posizioni delle cannoniere e gittate dei colpi. «Didattica senza limiti, a Lucca».

Lucca rischia di essere invasa dal turismo di massa?

«Tutta l’Italia rischia di scomparire per questo fattore, decuplicatosi negli ultimi anni con la chiusura dei paesi della sponda meridionale del Mediterraneo quali Algeria, Tunisia, Siria, Turchia».

Come fronteggiarlo?

«Ci vorrebbero poteri locali particolarmente forti e svincolati dai sistemi economici che guadagnano moltissimo dal turismo di massa: commercianti e proprietari di case che affittano in modo incontrollato con Airbnb. Va fermato il rilascio di licenze commerciali deputate soltanto al turismo».

Come fare?

«Ho letto che ad Amsterdam il Comune non rilascia licenze a negozi ed esercizi che abbiano come destinazione prioritaria i turisti. Non possono operare venditori di pizze a taglio, piatti pronti. Cosa che qui andrebbe fatta per legge, in nome della gastronomia italiana. È vietato poi l’accesso agli autobus a due piani e aperti, perché solo turistici».

Modello esportabile in Italia?

«Vedrei bene la lotta unitaria dei sindaci di tutte le nostre città. A costo di entrare in conflitto con una parte dei rispettivi elettorati, con le potenti associazioni che incidono molto sulla loro elezione. È poi necessario che il resto dei cittadini si organizzino per contrastare gli interessi di categorie diventate complici della distruzione delle città italiane».

Un po’ catastrofico.

«Questo sta avvenendo. Ero a Firenze un sabato pomeriggio: non si camminava, sembrava di essere a bordo di un bus. E intorno puzzo rivoltante di fritto, di cibo. Firenze è diventata infrequentabile. E non dico di Venezia e Roma».

Lucca non è né sarà mai così.

«Amici di Bologna mi fanno notare che molte città del centro Italia rimaste fuori dai grandi circuiti sono invase per il moltiplicarsi a dismisura dei flussi. Sta aumentando il bisogno di nuove mète».

Quindi?

«I turisti “poveri” vanno a Firenze, Roma, Venezia. Il turismo di élite cerca sedi nuove, più raffinate. Le città dell’Italia centrale andranno in pasto ai turisti agiati».

Che però non si muovono a orde, sono più sostenibili.

«Mica esistono solo tedeschi e inglesi. I cinesi agiati sono decine, se non centinaia di milioni».

Il suo commento sul “Corriere” riguardava la scuola. La Lucca che lei indica come méta didattica è stata teatro del più eclatante caso di bullismo scolastico dell’anno.

«La mia prima reazione è stata non credere a ciò che stavo leggendo. Alla fine quale punizione è stata assegnata a questi sciagurati?». Tre sospesi per un anno e respinti, altri tre sospesi ma comunque sottoposti a scrutinio. «Sembrano misure adeguate, assunte comunque dopo una certa esitazione, le reazioni della piazza. Ma non basta operare dopo».

In che senso?

«Quelli emersi sono episodi limite non sorti da un momento all’altro, ma coronamento di una lunga serie di molestie che andavano stroncate in mondo severo».

Basterà una pedana sotto la cattedra per placare i bulli?

«In tribunale giurati e presidente siedono più in alto degli avvocati e delle parti».

Magis stratus: posto in alto.

«Appunto. Il direttore de La Nazione ha una stanza più grande di quella dei colleghi. La collocazione dello spazio ha un fortissimo valore simbolico e il fatto che il prof stia più in alto simboleggia autorità oltre ad essere più comodo per chi segue. E da lì, il prof controlla meglio la classe».

La provocazione della cattedra sopraelevata ha suscitato mille reazioni.

«Dalle mail che ho ricevuto, la stragrande maggioranza è d’accordo con la necessità di ristabilire ordine e disciplina»