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13 mag 2022

La carta ha un futuro più verde Ma servono sinergie e incentivi

Dialogo fra istituzioni e imprese grazie al forum organizzato da QN-La Nazione a Confindustria. Il caso emblematico della Sofidel da sempre impegnata nelle politiche a favore dell’ambiente

Parlare di sostenibilità ambientale, significa parlare della storia della Sofidel. Lo ha riassunto bene, in occasione del convegno promosso da QN Nazionale, Davide Mainardi, chief technical officer dell’azienda. “Sostenibiità è l’insieme dei fattori propri del mondo economico e sociale - ha sottolineato il manager - e qui, da molti anni, la nostra azienda si è affacciata; grazie alle nostre politiche siamo riusciti a ridurre il 30% della plastica, raggiunto il calo della CO2 del 13,1%, portando il riciclo dell’acqua al 96,2%“. Gli obiettivi futuri, secondo Sofidel, “sono quelli di portare nel 2030 l’abbattimento del 40% delle emissioni“. Strategie che hanno una storia nel tempo e sul territorio e che mirano, secondo i vertici aziendali, ad applicare nuove metodologie. “Abbiamo individuato tre percorsi - sottolinea Mainardi - che riguardano l’efficientamento energetico, l’approvvigionamento da fonti rinnovabili, e la terza, l’autoproduzione di energie rinnovabili; l’idrogeno rimane un po’ nel cassetto dei sogni anche se abbiamo iniziato un percorso con la Snam“. Tuttavia, Mainardi è ottimista, dichiarando che “vi sono tutti i presupposti per una corretta transizione energetica“. L’intervento di Tiziano Pieretti vice presidente di Confindustria Toscana Nord, è stato a suo modo succinto ma eloquente: “Lucca rappresenta un distretto cartario reattivo - ha detto - studiato nel Mondo; esistono 247 aziende, 7400 occupati e 3,6 miliardi di fatturato; vi è la necessità di tracciare quello fatto fino a oggi, l’abbattiento della C02 è il nostro vero problema anche se abbiamo fatto un buon lavoro sui consumi dell’acqua; a Lucca utilizziamo solo gas quindi facendo a meno di combustibili fossili“. I problemi evidenziati da Pieretti sono quelli realtivi alla mancanza di alternative rispetto al fabbisognio di vapore acqueo. “Oggi - prosegue Pieretti - solo il fotovoltaico per le aziende non è sufficiente: bisogna guardare all’idrogeno per la capacità di accumulo e puntare all’estrazione del gas ...

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