Carabinieri
Carabinieri

Lucca, 11 aprile 2019 - «Siamo carabinieri, dobbiamo fare delle verifiche». Alla ragionevole titubanza dell’anziana presa di mira, hanno risposto pronunciando il nome della figlia, millantando di conoscerla, così la vittima del raggiro, che vive da sola, li ha fatti entrare in casa. Purtroppo con amare conseguenze. Uno la teneva impegnata a parlare, distraendola, l’altro perlustrava la casa a caccia di oggetti di valore. Bilancio della truffa associata al furto: spariti diverse migliaia di euro tra denaro e gioielli. E’ accaduto ieri mattina a San Piero, località del territorio di Montecarlo. In due si sono presentati all’abitazione di una novantenne. 

Dopo aver suonato il campanello, con modi affabili esibivano un giubbotto senza maniche con la scritta ‘Carabinieri’ in bella evidenza. Probabilmente, alla luce di quanto sta accadendo, realizzata con una buona stampante in maniera fraudolenta. I falsi esponenti dell’Arma hanno chiesto di accedere all’interno della villetta. La donna, forse memore di quanto accaduto nella vicina San Salvatore, due giorni prima, in un primo momento ha rifiutato. Ma i due malviventi hanno esibito l’asso nella manica per convincerla. Facendo riferimento al nome della figlia. Una volta dentro, i due banditi hanno raccontato di dover verificare le banconote perché ne stavano circolando di false. Mentre uno la faceva parlare, riempiendola di parole, il complice riusciva in pochi attimi a ispezionare le altre stanze, impadronendosi di una scatola in cui la signora era solita tenere tutti i suoi averi, o quasi. 

Depredata di soldi e di monili d’oro, (la stima è in corso ma si parla di alcune migliaia di euro di bottino), ha notato che all’improvviso i due finti rappresentanti delle forze dell’ordine se ne andavano di gran carriera. Si è materializzato il sospetto, ma ormai il danno era fatto. «Le persone di una certa età hanno una concezione diversa del mondo, tendono a fidarsi delle istituzioni – spiega il consigliere delegato alla sicurezza e alla polizia municipale Marco Carmignani – e alla vista delle forze dell’ordine tendono a fidarsi. Ci appelliamo a genitori e nipoti, siano i giovani a convincerli a non fare entrare nessuno. I militari, mandato a parte, non entrano negli appartamenti».