Lo staff
Lo staff

Lucca, 9 gennaio 2019 - La svolta positiva, tanto attesa e per nulla scontata, è finalmente arrivata. Sospiro di sollievo per i circa 200 dipendenti della ‘Conte of Florence’, la storica azienda del settore abbigliamento con sede ad Altopascio, che dal luglio scorso è in regime di esercizio provvisorio. Il curatore fallimentare Riccardo Della Santina e lo staff legale dello studio Marzaduri-Di Bugno sono infatti riusciti a tornare in possesso dello storico marchio. Un’operazione delicata e andata a buon fine grazie a un’accurata strategia. E’ stato sottoscritto un accordo transattivo con la società bulgara ‘Pentacompany’ che l’aveva rilevato nel 2015 con una contestata operazione che di fatto viene adesso azzerata. La ‘Conte of Florence’ torna in possesso dello storico marchio datato 1952 senza versare un euro, ma garantendo alla società bulgara un credito nel fallimento pari alla cifra versata a suo tempo, ovvero 1 milione e 300mila euro.
 
"L'intesa – spiega il curatore Riccardo Della Santina – è stata perfezionata dagli avvocati Francesco Guastapaglia e Federico Ungaretti. Dell’Immagine dello studio legale Marzaduri-Di Bugno, che avevano come controparte per la ‘Pentacompany’ l’avvocato Michele Petriello dello studio Lca di Milano. Il braccio di ferro per recuperare lo storico marchio fiorentino dell’abbigliamento era iniziato già ai primi di agosto con una richiesta di sequestro. In un primo momento il tribunale delle imprese di Roma aveva accordato l’utilizzo del marchio sul territorio italiano, ma la ‘Conte of Florence’ aveva ovviamente necessità di estendere la propria attività ai mercati esteri. Un nodo cruciale per lo stesso futuro aziendale. La strategia è stata quella di rinunciare alle istanze su Roma e puntare sulla revocatoria della cessione del marchio avvenuta nel 2015 con una nuova istanza al tribunale di Lucca".

"La trattativa – sottolinea Della Santina – non è stata facile, ma alla fine è stato trovato un punto d’intesa che mette fine alla disputa. A questo punto ci sono le condizioni per mettere in vendita l’azienda (in esercizio provvisorio fino al giugno prossimo) con una procedura di evidenza pubblica. Avevamo già registrato varie manifestazioni di interesse, ma tutti quanti attendevano ovviamente il recupero del marchio. Tra l’altro l’azienda, presente in questi giorni a Pitti, funziona molto bene, con margini di miglioramento del fatturato anche del 30% sugli analoghi mesi dell’anno precedente. Insomma il futuro è molto più roseo adesso".