Lucca, 15 maggio 2018 - La Corte dei Conti, sezione di Firenze, ha condannato ex amministratori e funzionari dell’Asl 2 di Lucca a risarcire all’ex Azienda sanitaria quasi 70mila euro complessivi per i danni che avrebbero causato alle casse pubbliche dal 2002 in poi per i mancati adeguamenti dei canoni di affitto di tre punti bar-caffetteria: due all’interno dell’ospedale Campo di Marte di Lucca (detti “bar grande” e “bar piccolo”) e uno negli uffici del centro direzionale di Monte San Quirico. L’accusa aveva chiesto ben 503mila euro di risarcimento danni erariali, ma i giudici hanno dichiarato prescritti i rilievi fino all’anno 2011, perché contestati loro in ritardo.
 
In dettaglio queste le somme rispettivamente stabilite nella sentenza: l’ex direttore generale dell’Asl 2 Oreste Tavanti dovrà versare 12.331 euro; il responsabile dell’U.O. Affari Generali e Legali, Bruno Pieroni 41.3419; il responsabile dell’ufficio “Contratti e Convenzioni”, Carlo Fornai 12.652; mentre Salvatore Silvestro, presidente del Collegio sindacale, e i componenti del suddetto Collegio, Nicodemo Lazzari, Francesco Martini e Stefano Ragghianti pagheranno 707 euro ciascuno. Nessun addebito invece per Brunella Nardini, che era stata chiamata in causa come responsabile dell’ufficio “Gestioni e Logistica”. 
 
Le indagini erano scattate dopo le segnalazioni dei carabinieri del Nas di Livorno che nel settembre 2015 avevano evidenziato situazioni ritenute anomale. Il “bar grande” del Campo di Marte era stato affidato alla Cooperativa San Luca S.r.l. nel 1996 con canone annuo di 3.260.000 lire. La gestione del bar nella sede direzionale di Monte San Quirico era stata affidata alla Cooperativa San Luca nel 1990 in comodato gratuito di un locale da adibire a bar e spaccio di generi alimentari, con versamento da parte della Cooperativa di 400.000 lire annue per spese di luce e acqua. Poi dal 1995 in comodato gratuito a tempo indeterminato per l’area all’interno del fabbricato. Il “bar piccolo” all’ospedale Campo di Marte era stato invece affidato dapprima con cessione in uso alla Cooperativa San Luca di locali al corrispettivo simbolico di 1.000 lire annue fin dal 1975, poi dal 1976 con comodato d’uso gratuito alla Cooperativa di un box prefabbricato da destinare a bar in favore dei dipendenti ospedalieri. Un ulteriore contratto, nel 1995, con locazione del prefabbricato per un canone mensile di 500.000 lire per 6 anni. Quindi un canone mensile di 650 euro per 6 anni dal 1 marzo 2007. 
 
L’AFFIDAMENTO diretto ad uso gratuito o con canone meramente simbolico di locali pubblici per la prestazione del servizio bar, anziché mediante concessione preceduta da gara, costituiva secondo la Procura un illecito erariale produttivo di corrispondente danno, anche in termini di mancata riscossione di entrate da parte dell’Azienda. Rilievi accolti ora dai giudici della Corte dei Conti, sia pure con un «colpo di spugna» per quanto avvenuto prima del novembre 2011. Ormai prescritto.
Paolo Pacini