Barbera
Barbera

Livorno, 19 aprile 2015 - «L’accordo di programma per l’economia livornese, che ha come punti focali il porto e l’interporto di Guasticce, è in fase di conclusione e mi fa piacere. Ma con un incredibile lapsus: che l’interporto e i suoi vertici non sono stati né consultati né invitati». È amareggiato Federico Barbera, presidente dell’interporto Vespucci, che pur cerca di sminuire la portata dell’esclusione dalle trattative. «Mi auguro che nel generale impegno per l’area livornese- aggiunge Barbera- sia stato dato per scontato che le istituzioni rappresentino anche le nostre problematiche. Ma proprio per l’importanza dell’interporto/retroporto, e per la proiezione dello scalo marittimo verso le nostre aree, nessuno può parlare delle tematiche relative meglio dei vertici del Vespucci, che non hanno dato alcuna delega in merito». L’amarezza di Barbera è tanto più giustificata in quanto l’impegno del gruppo dirigente del Vespucci ha avuto proprio di questi tempi una ulteriore accelerazione con l’inserimento, a fianco del presidente Barbera e dell’amministratore delegato Bruno Fulceri, anche di un nuovo vicepresidente, l’avvocato Domenico Iaria considerato tra i migliori specialisti in materia. «Siamo una squadra estremamente coesa- continua il presidente Barbera- che ha operato con la priorità assoluta di mettere in sicurezza la società, un obiettivo che ci vantiamo di aver praticamente raggiunto malgrado i tanti problemi che abbiamo ereditato». Tra le strategie che vengono portate avanti, in piena collaborazione e condivisione sia con il presidente della Regione Enrico Rossi sia con il presidente dell’Autorità portuale Giuliano Gallanti, c’è l’accentuazione della “mission” della struttura che guarda sempre più alla logistica e sempre meno a fare l’immobiliarista. «Stiamo lavorando per accrescere la nostra proiezione internazionale- continua Barbera- sulle linee che l’esperienza del presidente Gallanti ci ha aiutato ad individuare grazie alla sua esperienza in campo europeo e non solo». Anche per questo l’esclusione dagli incontri sia locali che romani per l’Accordo di programma sul rilancio dell’economia brucia a Barbera e ai suoi. Forse anche con un retro-pensiero: che a nome del Vespucci ci sia chi, a Firenze o direttamente a Roma, porti avanti un progetto che a Collesalvetti non è stato nemmeno accennato. Interpretazione solo del cronista o preoccupazione reale?