Una manifestazione degli operai Aferpi
Una manifestazione degli operai Aferpi

Livorno, 21 febbraio 2017 - «Il 24 marzo ci sarà un'assemblea generale dei lavoratori o ci sarà lo sciopero generale». Fim, Fiom, Uilm e Ugl a poche ore dall'incontro con il ministro dello sviluppo Carlo Calenda – oggi alle 15.45 - ribadiscono che il tempo dei rinvii, da parte di Issad Rebrab, è terminato. «Per noi è obbligo di verificare fino in fondo se il piano Cevital può andare avanti oppure no. Uno dei criteri è garantire la continuità lavorativa unica via per mantenere il mercato commerciale e gli strumenti di ammortizzatore sociale in essere – evidenziano i sindacati metalmeccanici - abbiamo la responsabilità di 2100 lavoratori di Aferpi e Piombino Logistic e di oltre 1000 lavoratori delle imprese di appalto, che adesso sono in cassa integrazione, Naspi o mobilità e pochi al lavoro. Altri non rispondono e non si confronteranno con i lavoratori e quindi possono permettersi di parlare senza troppe responsabilità». Quindi per il sindacato il 24 marzo o ci sarà una assemblea generale dei lavoratori o lo sciopero generale dei metalmeccanici.

«Se Cevital presenta il piano della siderurgia, lo smantellamento degli impianti e garanzie di continuità produttiva, si potrà andare avanti, il sindacato ha un accordo di quattro anni di solidarietà e i lavoratori potranno utilizzarlo, con l'obiettivo di essere ricollocati tutti nel settore siderurgico, commerciale logistico e agroindustriale – evidenziano - Aferpi deve rispettarlo, in caso contrario se ne assumerà la responsabilità politica e giudiziale. Per noi è chiaro che dovrebbero essere tutti collocati entro il giugno 2019, per cui se i tempi non collimassero, come già affermato, tali ritardi non dovranno pagarli i lavoratori, il Governo dovrà garantire le giuste soluzioni. Se il Governo negozierà con Aferpi una proroga della legge Marzano per altri anni, ben venga, ma per noi Rebrab deve rispettare gli impegni e gli accordi che con noi ha sottoscritto. Se invece Cevital non presenterà alcun piano allora dal 24 marzo per il sindacato l'unico l'interlocutore credibile sarà il Governo, il quale deve sapere che Piombino deve tornare a colare acciaio. Qualunque altra soluzione significherà condannare Piombino ad un infinito periodo di difficoltà sociali ed economiche».