Lorenzo Rossi, mancino del Carispezia Lerici Sport 1954
Lorenzo Rossi, mancino del Carispezia Lerici Sport 1954

Lerici, 9 febbraio 2019 - Si è presentato ai suoi nuovi tifosi andando subito in rete e promette di scrivere pagine importanti per il Carispezia Lerici Sport 1954, a cui è approdato firmando un contratto biennale. Lorenzo Rossi, il nuovo mancino del club del presidente Sammartano, si racconta. Entusiasta, dinamico, innamorato della pallanuoto, commenta con il suo spiccato accento fiorentino questa nuova avventura. Classe 1989, originario di Lastra a Signa, arriva dalla Ngm Firenze, contro la quale ha segnato una doppietta nell’esordio stagionale.

A differenza di tanti compagni, hai iniziato relativamente tardi a giocare a pallanuoto.

"Nasco come dorsista, ho ottenuto buoni risultati a livello regionale; poi, a 15 anni, sono andato ad allenarmi ad Empoli e mi hanno invitato a provare questo sport: è stato amore a prima vista! Il fatto di esser mancino e, da ex nuotatore, di coprire la vasca con 13 bracciate anziché le 22 del pallanuotista è stato un vantaggio. Dopo l’U18 e l’U21 ho iniziato con la prima squadra dell’Etruria, con cui abbiamo conquistato la promozione in B, poi sono passato alla Ngm Firenze".

Quale ambiente hai trovato a Lerici?

"Avevo già incontrato come avversari Zaric e Virdis e spesso giocavo amichevoli contro la squadra. Ho visto un ambiente sereno e ho pensato…chi lo sa? Alla fine, sono approdato qui: peccato non esser arrivato anni fa! La scorsa estate mi hanno contattato, ma non volevo venir da solo: si sono uniti Fiaschi, terzino con cui giocavo nella Ngm, ed un altro fiorentino, il portiere Sammarco, dalla Rari Nantes. Ci alleniamo tre giorni alla settimana: ho capito cosa vuol dire esser forestiero, ma alla fine mi sono trovato bene con tutti. Il gruppo è buono, molti sono alla mano e mi aiutano, anche ora che ho un problema alla schiena in via di guarigione. Infine, ma non ultimo, il presidente Alessandro, che si sta dimostrando una bravissima persona. Dopo la prima settimana, mi sento come se giocassi qui da una vita e il fatto di aver un coach-giocatore ti rende ancora più responsabile: per me è un’esperienza nuova".

Durante la presentazione di inizio stagione, hai conosciuto il passato del club. 

"Sono rimasto davvero sorpreso nel vedere i veterani che si raccontavano ai più piccoli: è stato emozionante. Alla fine, anche se possono sembrar piccolezze, sono cose che solitamente non accadono in società di serie B. Il Lerici mi è sembrato davvero strutturato, ho apprezzato anche il fatto che il sindaco Paoletti sia venuto a vedere la nostra prima partita".

Cosa speri per questa stagione?

"Sarà un campionato molto equilibrato, Arenzano a parte: se si vuol far bene davvero, si può arrivare a traguardi importanti. Sono ottimista: siamo una bella squadra e possiamo puntare ai play off".

Cosa porterai a Lerici?

"Spero di lasciare l’impronta: vado per i 30 e vorrei trasmettere qualcosa a questo gruppo di giovani. E non solo tecnicamente: parlo di felicità, sorriso, contentezza. Dicono che il nostro gruppo toscano abbia portato serenità e risate: ci divertiamo per il piacere di far le cose".

Com’è Lorenzo quando toglie la calottina?

"Sono un appassionato di sport: moto, mountain bike, snowboard…non mi fermo mai! Un’altra mia passione sono i giardini: sono diplomato in agraria e continuo a curare i quelli delle ville da anni: ho iniziato grazie ad un prof delle superiori e non ho più smesso".