La famiglia Platek con il patron. Robert e il presidente Philips legata allo Spezia
La famiglia Platek con il patron. Robert e il presidente Philips legata allo Spezia
In casa Spezia la ‘mazzata’ inflitta dalla Fifa riguardante il blocco del mercato per quattro sessioni, con annessa recente ‘chiusura’ ad una rivisitazione della sentenza, è vissuta con grande amarezza visto le pesantissime conseguenze che un provvedimento di questo tipo è destinato a determinare. Il presidente Platek, lo scorso 12 novembre, si era addirittura recato a Zurigo per un’audizione con i rappresentanti della Fifa, ma gli sviluppi non sono stati confortanti. Ci si attendeva un minimo di apertura da parte dell’organismo che governa il calcio...

In casa Spezia la ‘mazzata’ inflitta dalla Fifa riguardante il blocco del mercato per quattro sessioni, con annessa recente ‘chiusura’ ad una rivisitazione della sentenza, è vissuta con grande amarezza visto le pesantissime conseguenze che un provvedimento di questo tipo è destinato a determinare. Il presidente Platek, lo scorso 12 novembre, si era addirittura recato a Zurigo per un’audizione con i rappresentanti della Fifa, ma gli sviluppi non sono stati confortanti. Ci si attendeva un minimo di apertura da parte dell’organismo che governa il calcio mondiale alle rivendicazioni del club aquilotto, sia in funzione della pesantissima sanzione inflitta che per la non riconducibilità dei fatti contestati all’attuale proprietà. Il patron Robert Platek e il presidente Philip, come loro costume, hanno circoscritto la loro contrarietà alle mura della sede di via Melara: nessuna dichiarazione polemica, né toni sopra le righe, ma solo il consueto approccio all’insegna del pragmatismo per cercare di risolvere il problema.

Da qui il mandato agli avvocati del club a predisporre con urgenza il ricorso al Tas, Tribunale Arbitrale Internazionale dello sport, organismo autonomo con sede a Losanna, che ha la funzione di dirimere le controversie in materia di sport. Il giudizio finale e inappellabile del Tas è atteso per marzo, difficile si possa addivenire a una decisione in tempi più rapidi tenendo presente che il calendario delle audizioni per dicembre e gennaio è già fitto di appuntamenti. D’obbligo, in questa situazione, fare riferimento a casi precedenti e similari, come quello del Chelsea che, nel giugno 2019, presentò un ricorso al Tas avverso la sanzione della Fifa, riguardante il blocco del mercato per violazione delle regole in materia di trasferimento di giocatori minorenni. Il ricorso al Tas avvenne dopo la conferma della Commissione di appello della Fifa della sanzione inflitta in primo grado e si rivelò salvifico per il sodalizio londinese perché l’organismo di Losanna, a dicembre 2019, ridusse la sentenza da due a una sessione di mercato. All’epoca un elemento fondamentale che spinse il Tas a ridurre la sanzione fu l’accertamento di una violazione dell’art. 19 per un numero più basso di giocatori rispetto ai 29 inizialmente considerati.

Nel 2014 fu il Barcellona a rivolgersi al Tas dopo la condanna della Fifa al blocco di mercato per due sessioni di mercato, sempre per violazione dell’art. 19 dal 2009 al 2013. In quel caso la sentenza del Tas non fu così benevola visto che venne confermata la sanzione comminata dalla Fifa. Tra l’altro, nella fattispecie, il club spagnolo ottenne la sospensione della pena in attesa del verdetto del Tas, che gli consentì di operare nel mercato estivo. Stessa sorte toccò all’Atletico Madrid che al Tas si vide confermare il blocco di due sessioni.

Fabio Bernardini