La Spezia, 15 aprile 2018 - Un tranquillo sabato mattina nella parte alta del quartiere di Fossitermi, alla Spezia. Sono circa le 11 quando un passante, decisamente preoccupato, ferma una pattuglia della polizia municipale: «Qualcuno mi ha sparato». E mostra un pallino di plastica che lo ha colpito ad una spalla: nessuna ferita ma un po’ di dolore e, soprattutto, una certa preoccupazione: «Se avessero centrato un occhio...». Gli agenti si fermano, iniziano a indagare.

A terra sull’asfalto, nelle vicinanze, trovano subito diversi pallini simili. Notando la pattuglia, altri testimoni si fanno avanti. Sì, qualcuno ha sparato, più volte, dalla finestra di un appartamento, probabilmente al secondo piano di un palazzo che si affaccia sulla strada. Gli agenti entrano nel condominio, individuano l’alloggio, bussano. Alla porta si presenta un genitore, sorpreso, ignaro di tutto. Ma basta andare oltre per capire: in una camera ci sono tre ragazzini, due di 17 anni e uno di 16. Tre studenti che provano a far finta di nulla ma gli agenti non ci mettono molto a trovare, malamente nascoste sotto il letto e sotto il comodino, tre pistole ad aria compressa modello colt in grado di sparare, appunto, pallini di plastica. I tre ragazzi cedono, ammettono: stavano ‘giocando’, una sfida a chi ha la mira migliore. Prima puntando agli scooter di passaggio poi, evidentemente “frustrati” dalla difficoltà a fare centro, ai pedoni, più facili da colpire.

Per i tre ragazzini è scattata la segnalazione alla procura dei minori di Genova; la polizia municipale ipotizza, al momento, il reato di “getto pericoloso di cose”, articolo 674 del codice penale. In fondo hanno usato pistole finte, quelle che vengono definite “armi giocattolo” ma che – sottolinea la municipale spezzina – se usate impropriamente possono far male. Ed è comunque preoccupante il fatto che tre studenti, per “ammazzare” il tempo, si divertano a prendere di mira dalla finestra le persone all’esterno. Ma non è finita qui. I ragazzini, si spera adeguatamente spaventati e pentiti, hanno indicato alla municipale come e dove si erano procurati le pistole: acquistandole senza alcune difficoltà in un negozio cittadino. Gli agenti hanno avviato accertamenti per stabilire se sia legittimo vendere a minorenni pistole ad aria compressa del tipo di quelle sequestrate.