REDAZIONE LA SPEZIA

La prima alba di quiete. Sbarcati 156 migranti. Dopo il salvataggio sono arrivati in porto

Le operazioni di recupero sono state curate dall’organizzazione Sea Watch. Erano stati intercettati su mezzi di fortuna al largo delle coste della Libia .

L’arrivo ieri mattina al molo Garibaldi della nave Sea Watch 5

L’arrivo ieri mattina al molo Garibaldi della nave Sea Watch 5

Della città ricorderanno qualche scorcio visto dal mare all’alba di un giorno più sereno dopo quelli trascorsi in mezzo al mare. Oppure ripenseranno ai panini preparati da chi ha vissuto la loro stessa esperienza e adesso sono ospiti di Caritas alla Cittadella della Pace e all’Open Space di Santo Stefano Magra. La maggior parte dei 156 migranti, donne, uomini e anche bambini, già in serata dopo l’assistenza e le operazioni di fotosegnalazione riprenderà il viaggio verso altri centri di accoglienza sparsi nelle città del Nord e Centro Italia. A Spezia rimarrà infatti soltanto una minima parte. La nave Sea Watch 5 battente bandiera tedesca è arrivata alle 8.30 al molo Garibaldi e il primo a scendere è stato un ragazzo, senza scarpe, che alle 9.36 ha incontrato i 50 volontari della Croce Rossa Italiana di Spezia, Levanto e Riccò del Golfo sotto il gazebo allestito per l’accoglienza. Dopo 4 giorni di navigazione sono sbarcati 156 migranti salvati in mare dopo averli intercettati a 35 miglia dalla Libia dall’aereo dell’ organizzazione umanitaria che ha poi lanciato il segnale alla Sea Watch che dalla Sicilia si è messa alla ricerca . Il primo ritrovamento è stato un barchino in legno con a bordo 31 persone mentre ben più consistente è stato l’avvicinamento a un’altra imbarcazione che trasportava 125 persone. Tra le quali 37 donne e 43 minori (13 bambine e 30 bimbi, alcuni non accompagnati).

Due donne hanno dichiarato di essere in stato di gravidanza. A poca distanza dal punto di attracco è stato organizzato un presidio alla presenza di rappresentanti di Cgil, Arci, Anpi, Amnesty International La Spezia, Buon Mercato, Mediterraneo, Circolo Pertini, Leali a Spezia/Lista Sansa, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Pci, Italia Viva, Alleanza verdi e sinistra, Federconsumatori, Circolo Operaio, Compagno è il mondo, Rete pace e disarmo La Spezia e Rete per la pace Sarzana. I migranti a bordo della Sea Watch 5 sono prevalentemente siriani ma alcuni provengono da Egitto, Sudan e Pakistan. Erano partiti dalla Libia con due diverse imbarcazioni, seguendo le ormai solite procedure fatte di pagamenti di fortune per garantirsi una speranza altrove. E poi hanno trovato il mare aperto e tutte le difficoltà che ad altri meno fortunati sono costate la vita. Quando sono stati intercettati alcuni erano ammassati sottocoperta, esposti ai fumi dei motori. Una volta a bordo della Sea Watch sono stati visitati dal personale medico e nessuno sembra aver avuto problemi di una certa rilevanza.

Sul molo fin dalle prime operazioni di attracco della nave era presente anche il Prefetto della Spezia, Maria Luisa Inversini che ha voluto ringraziare tutta la macchina dei soccorsi, Comune, le forze dell’ordine, volontari, Caritas, Asl 5. "Una catena di aiuto – ha evidenziato il Prefetto – che come già accaduto in passato è stata tempestiva e ben organizzata. Sono stati riscontrati alcuni problemi di salute ma con patologie, in particolare respiratorie, non gravi come era al contrario accaduto in passato. Non abbiamo predisposto nessun pernottamento in città e sarà il Ministero degli Interni a disporre i luoghi di accoglienza. Qualcuno sarà in Liguria e in minima parte a Spezia". Il rappresentante del team di salvataggio Luca Marelli ha usato parole durissime contro il Governo italiano. "Ci hanno assegnato – ha spiegato – il porto spezzino a distanza di mille chilometri dal punto di recupero. Quindi ci hanno costretto a un viaggio lungo e impegnativo che non è servito altro che a aumentare le sofferenze".

Massimo Merluzzi