L'artista Gunter Demnig in piazza Duomo a Grosseto
L'artista Gunter Demnig in piazza Duomo a Grosseto
Grosseto, 13 gennaio 2017 – Entra nella mappa europea della memoria, il capoluogo maremmano. In piazza Duomo, di fronte al Palazzo del Comune, l'artista tedesco Gunter Demnig ha istallato tre pietre d'inciampo dedicate a tre deportati politici grossetani: Albo Bellucci, Giuseppe Scopetani, Italo Ragni, uccisi in campi di sterminio. Il vento fortissimo non ha fermato questo momento emozionante e che rimane a futura memoria. Presenti il vicesindaco Luca Agresti e il direttore dell'Isgrec, Valerio Entani. Nella Sala Pegaso della Provincia si è svolto il convegno “Inciampare nella memoria. Grosseto nella mappa della memoria europea”, organizzato dall’ Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea. “Vogliamo rivisitare il paesaggio urbano – spiega Valerio Entani, direttore dell'Isgrec – per scoprirvi o riscoprirvi le tracce del passato e, infine, porre nuovi segni di memoria: le pietre d’inciampo, progetto dell'artista tedesco Gunter Demnig, incorporano nel tessuto urbano delle città piccoli sampietrini di ottone con i dati biografici essenziali dei deportati razziali, politici e militari per ridare individualità a chi si voleva ridurre soltanto a numero. L'espressione inciampo deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi si imbatte nell'opera, un vero e proprio monumento inserito nell'arredo urbano”. L'iniziativa, partita da Colonia nel 1995, ha portato ad oggi all'installazione di circa 60 mila "pietre" in tutta Europa, creando una mappa della memoria europea della deportazione, di cui adesso anche Grosseto fa parte. L'Isgrec organizza anche le Passeggiate della memoria che si terranno giovedì 26 e venerdì 27 gennaio, dalle 10 alle 13 per le scuole (prenotazione obbligatoria) e sabato 28 gennaio dalle 15 alle 16.30 per la cittadinanza (prenotazione consigliata), con visite guidate al monumento ai Martiri dell’Antifascismo e della Resistenza, alle Stolpersteine, ovvero le pietre d'inciampo, e al bassorilievo nell’atrio del Palazzo comunale.
Irene Blundo