Mostra e catalogo. La "Luna" di Bianciardi

Cinquanta foto esposte nel Polo Le Clarisse. Domani alle 18 il taglio del nastro ufficiale.

Mostra e catalogo. La "Luna" di Bianciardi
Mostra e catalogo. La "Luna" di Bianciardi

Geniale e ribelle, Luciano Bianciardi. Una riflessione romantica quando scrisse "Sulla luna di traverso". Diceva che c’era poco da festeggiare, era stato svelato il mistero che avvolgeva il satellite. Disdicevole l’entusiasmo era di fronte a ciò che era il presente durante la scoperta. Così prende spunto il titolo della mostra "Luciano Bianciardi. Sulla luna non c’è niente" in occasione del centenario della nascita dello scrittore. Una collezione che fa scoprire l’autore sia a chi non lo conosce sia a chi già lo apprezza. Più di cinquanta foto di Bianciardi, riviste, copertine originali dei suoi romanzi, diari, quaderni di appunti. Al Polo Le Clarisse domani alle 18 sarà inaugurata questa particolare mostra che resterà visitabile fino al 3 marzo, organizzata da Fondazione Luciano Bianciardi e Comitato nazionale in collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura con il supporto di Fondazione Cr Firenze. L’iniziativa è stata presentata ieri mattina da Lucia Matergi (direttrice scientifica della Fondazione Bianciardi), dal presidente della Fondazione Massimiliano Marcucci, Carlo Vellutini (consigliere amministrativo Fondazione Cr Firenze), il direttore Le Clarisse Mauro Papa, i curatori Sergio Oriente, Michele Gandolfi e Michele Guerrini.

"Con questa mostra concludiamo il trittico dedicato a Bianciardi – dice Papa – ed è la prima mostra con le apparecchiature nuove". "E’ l’epilogo – dice Marcucci – di un centenario ricco, su un autore a volte misconosciuto".

"Bianciardi – dice Vellutini – ha portato una crescita culturale. Queste iniziative ci permettono di scoprire qualcosa in più".

"Non è tra i nomi dei gotha – afferma Matergi –, ma era un uomo del suo tempo, che ha interpretato il dopoguerra".

Sarà presentato anche il catalogo, a cura dei curatori dell’esposizione pubblicato da Effigi. "La mostra racconta un genio che ci addestra a domandarci sull’esistenza del progresso al di fuori di una dimensione etica verso il bene comune. Abbiamo diviso l’esposizione in quattro sezioni – spiega Gandolfi –: Kansas City, Milano, Disseminare Dissipare, Aprire il fuoco". "La mostra – chiude Guerrini – rappresenta un tuffo nella vita di Bianciardi".