"La scuola non è un centro estivo". È lapidario Cristoforo Russo, segretario provinciale della Flc-Cgil Grosseto (nella foto) nel commentare l’iniziativa del Governo su possibili attività scolastiche nel corso dei mesi estivi secondo la formula dei ’campus’ dedicati a laboratori o a percorsi di recupero di apprendimenti didattici. "Se vogliamo far recuperare davvero gli apprendimenti ai bimbi che chiaramente in questi due anni...

"La scuola non è un centro estivo". È lapidario Cristoforo Russo, segretario provinciale della Flc-Cgil Grosseto (nella foto) nel commentare l’iniziativa del Governo su possibili attività scolastiche nel corso dei mesi estivi secondo la formula dei ’campus’ dedicati a laboratori o a percorsi di recupero di apprendimenti didattici. "Se vogliamo far recuperare davvero gli apprendimenti ai bimbi che chiaramente in questi due anni hanno sofferto per una organizzazione scolastica devastata dalle conseguenze della pandemia – dice Russo – bisogna fare una cosa molto semplice: prendere i soldi che adesso si vorrebbero investire per le attività estive, mettercene degli altri sopra e investire sugli organici. Semplice, semplice: non ci sarebbe bisogno di lambiccarsi troppo il cervello". Secondo il segretario della categoria scuola della Cgil questa è l’unica, vera soluzione per andare incontro ai bisogni degli alunni di ogni ordine e grado ("che hanno sofferto le pene dell’inferno tra una settimana a scuola e tre a casa"), delle loro famiglie e del personale scolastico tutto. "Perché in questo modo (cioè aumentare gli organici di docenti e personale Ata, ndr) si potrebbero davvero sdoppiare le classi – prosegue Russo – e avere gli insegnanti che possono fare il recupero degli apprendimenti per chi ha avuto problemi in questi anni. È del tutto inutile che ci mettiamo nei mesi estivi a fare che cosa? E dove? Che manco le strutture ci sono. Con 30 gradi all’ombra insegnanti e studenti ci muoiono in classe. È davvero inutile star lì a pensare a cosa inventarsi per questa estate: basta avere i soldi. Mettere i soldi negli organici per sdoppiare le classi e recuperare così tutto ciò che si deve, grazie alla creazione dei gruppi piccoli, ciascuno dei quali con il proprio docente. Non c’è altra soluzione diversa da questa che possa reggere sul serio. Tutto quello di cui si sente parlare in questi giorni è una sorta di cura palliativa. Per risolvere il problema serve una soluzione più seria, che sia strutturale. Pensano davvero che basti prolungare l’incarico a qualche docente tra la fine di giugno e gli inizi di luglio per risolvere la situazione? Io non lo credo affatto".