Federico Chiesa
Federico Chiesa

Moena, 10 luglio 2019 - Parla ancora Rocco Commisso, questa volta all’emittente americana SiriusXM FC157, per ribadire fra l’altro che Chiesa il prossimo anno giocherà nella Fiorentina, con l’aggiunta di un «a meno che». Lunga intervista panoramica e questa volta a proposito di Chiesa il neo proprietario ha abbassato la percentuale degli imprevisti («Sono stato rassicurato dai vecchi proprietari») e smorzato di conseguenza la quota di dietrologia.

Eppure questa certezza solida e non completa al 100 per cento _ a meno che... _ sembra fare riferimento a elementi contrattuali non noti alla proprietà americana, ostacoli evidentemente temuti per impegni presi da altri. Una clausola nel contratto improvvisamente estraibile per sbarcare in un top club? Una promessa scritta? Un patto interno sfuggito perfino ai Della Valle? Poco prima di cedere la società, proprio loro pubblicarono un comunicato per ribadire la conferma di Federico, «ancora legato da un lungo contratto alla Fiorentina»: la mossa sorprese, ma sembrò un modo per costringere Commisso alla responsabilità di trattenere il campione. Cosa continua a preoccupare dunque Commisso? Cosa ci può essere di sconosciuto, dal punto di vista contrattuale?

Anche perché eventuali accordi presi con dirigenti legati all’altra proprietà non avrebbero valore. In ogni caso ora è arrivato il momento di incontrare Federico Chiesa (legato ai viola fino al 2022), che è rappresentato dal padre Enrico: l’occasione potrà essere negli Stati Uniti, dove Federico arriverà il 16 insieme a Pezzella e Milenkovic, in modo da chiarire una volta per tutte la situazione. «Chiesa non sarà il mio Baggio», ha ripetuto fino allo sfinimento Commisso, e ora si sta avvicinando il momento della verità.

Tra i tanti argomenti attraversati o sfiorati da Commisso, la necessità di aumentare il fatturato per alzare il livello della squadra («I club di Premier in media hanno 250 milioni di euro di ricavi, la Fiorentina meno di 100. Dobbiamo aumentarli, portare il brand in tutto il mondo, ma per farlo bisogna giocare in Europa League e Champions». E sempre sul motivo della scelta di investire a Firenze: «Ho visto qualcosa che gli altri non hanno visto, la proprietà non aveva vinto trofei e ho creduto nell’opportunità di fare meglio. Come ho detto però ho bisogno di tempo, non posso fare tutto in un mese».

Tanta è l’attesa da parte di Rocco _ la familiarità di sicuro non gli dispiace _ per la tournée della Fiorentina negli Stati Uniti per partecipare all’International Champions Cup. E l’ultima partita nella «Red Bull Arena» di Harrison (New Jersey), quando la Fiorentina giocherà contro il Benfica l’ultimo match del torneo, è quella alla quale Commisso tiene di più: da qui l’appello a colorare lo stadio di viola, anche per accogliere tutta la Fiorentina al completo _ come sottolinea il canale ufficiale viola _ «con Pradè, Montella, Barone e ovviamente Antognoni per diffondere il nome della Fiorentina non solo in America ma nel mondo». Oggi a Moena è atteso Joe Barone, che parteciperà alla presentazione della squadra (ore 21 al Viola Village). Possibili novità di mercato?