Il biglietto vincente della lotteria – come si è autodefinito sottraendosi alla conformità della modestia, avendo vinto 25 trofei – torna in attività dopo un’operazione alla caviglia e il lungo stop generale per il lockdown. Tanta attesa e parecchie incognite per come sarà la ripartenza, anche se per mostrarsi in forma Ribery ha frequentato il campo di allenamento a tutte le ore (comprese quelle dell’alba). Eppure prima di incrociare il piedone di Tachtsidīs in un Fiorentina-Lecce assai sciagurato (30 novembre, terza sconfitta consecutiva dopo quelle di Cagliari e Verona),...

Il biglietto vincente della lotteria – come si è autodefinito sottraendosi alla conformità della modestia, avendo vinto 25 trofei – torna in attività dopo un’operazione alla caviglia e il lungo stop generale per il lockdown. Tanta attesa e parecchie incognite per come sarà la ripartenza, anche se per mostrarsi in forma Ribery ha frequentato il campo di allenamento a tutte le ore (comprese quelle dell’alba). Eppure prima di incrociare il piedone di Tachtsidīs in un Fiorentina-Lecce assai sciagurato (30 novembre, terza sconfitta consecutiva dopo quelle di Cagliari e Verona), Ribery era stato fra i migliori giocatori della Fiorentina. Addirittura il migliore del campionato di serie A nel mese di settembre, vincendo il premio MVP (most valuable player) messo in palio per la prima volta dalla Lega. E Cairo, presidente del Toro, si sarebbe volentieri rimangiato un giudizio su di lui: "Ribery a Firenze? Un’operazione di marketing". E di calcio, come fu divertente constatare.

Infatti non solo per simpatia, oppure omaggio alle formidabili gesta del passato, FR7 aveva ricevuto quel riconoscimento dalla Lega: le rilevazioni statistiche di Stats e Opta (innescate dai dati di tracking registrati da Netco Sports) avevano stabilito una classifica imparziale. Fra l’altro in quel mese Ribery aveva indossato il costume da vera star a San Siro contro il Milan, davanti a spettatori non proprio a corto di esperienza in fatto di qualità e numeri personali: tutti polemicamente in piedi alla fine per applaudire la Fiorentina e Ribery, che avevano steso l’ultima versione del Milan di Giampaolo.

Franck segnò un gran gol su assist di Chiesa e nel primo tempo, con una finta spaziale, aveva mandato fra l’altro in tilt la difesa del Milan (da quel blitz poi nacque il rigore segnato da Pulgar). A 36 anni e mezzo (ora ne ha appena compiuti 37) Ribery riusciva a correre più degli altri, ma soprattutto meglio.

La Fiorentina dipendeva molto dalle sue scelte di tempo e anche il respiro in campo – l’abilità di rallentare il gioco e distribuire i palloni da regista alto – erano lampi che si portavano addosso anni di calcio ad altissimi livelli.

Difficile prevedere il livello attuale di Ribery, che si immergerà in un calcio tutto da rodare e alle prese con tutti i rischi e le precauzioni del caso.

Da quando gli allenamenti sono ripresi, FR7 è stato impiegato più spesso fra le linee dietro le punte, come se Iachini avesse voluto condificare il ruolo di "regista avanzato" che Montella aveva assegnato al campione francese. Ora più trequartista che attaccante? E sarà inserito subito, oppure il suo contributo sarà graduale?

Di sicuro uno come lui deve gestire più degli altri il proprio fisico, ma la qualità a disposizione è talmente alta che non esistono limiti per un utilizzo a tutto tondo in attacco. Questo è il programma. E anche la speranza. Tutti sono curiosi di rivedere CR7, comunque vada sarà un bello show.