Firenze, 9 dicembre 2019 - Proprio quest'anno sono stati ricordati i cento anni dal tragico terremoto del 1919 nel Mugello. Era il 29 giugno 1919 e la scossa  del nono grado della scala Mercalli (6.4 Richter) provocò un centinaio di morti, circa 400 feriti e migliaia di senzatetto.

L'epicentro in quel caso fu Vicchio. Era il primo pomeriggio, intorno alle 15, quando il sisma portò distruzione e terrore sull'Appennino. Si calcola che quasi la metà delle abitazioni di Vicchio fu distrutta e le altre lesionate. Non si salvò dai danni nemmeno la casa natale di Giotto a Vespignano.

Il terremoto provocò molti danni anche in tutti gli altri paesi del Mugello, ma fu avvertito anche nella Piana: da Firenze a Prato a Campi Bisenzio, dove caddero muri e comignoli.

Come ricorda l'Ingv, sono due i forti terremoti del passato più vicini all’area della sequenza sismica di queste ore, entrambi con epicentro nella zona del Mugello: l’evento del 13 giugno 1542 di magnitudo stimata 6.0 e l’evento sismico del 29 giugno 1919 di magnitudo 6.4.

"In particolare il terremoto del 1919 è uno dei più importanti terremoti italiani del XX secolo - dice l'Ingv - e anche uno dei più forti ad oggi conosciuti con epicentro nell’Appennino settentrionale; la zona colpita fu quella del Mugello, con ingenti danni sia nella provincia di Firenze che nel versante romagnolo dell’Appennino. Analizzando la sismicità recente in quest’area si sono verificati altri eventi di magnitudo superiore a 4.0 dal 1985 ad oggi. Il 1 marzo del 2008 sono avvenuti due terremoti M 4.5 e M 4.0 che diedero inizio ad una sequenza sismica che nel mese di marzo fece registrare circa 180 terremoti. Nel 2009, il 14 settembre, fu registrato un evento di magnitudo 4.2 con una sequenza di circa 70 scosse nel mese. Infine il 23 gennaio 2015 un evento di magnitudo Mw 4.3 con epicentro più a nord a Castiglione dei Pepoli, tra le province di Prato e Bologna".