Firenze, 15 ottobre 2018 - Se una protesta deve provocare disagi perché si parli delle proprie ragioni, allora gli spurghisti della Toscana hanno deciso di andare sul sicuro: mettere in scena la propria manifestazione (che sembra non fosse stata preannunciata alla Questura) di lunedì mattina all'ora di punta, cioè alle 8,30, sulle arterie più trafficate di Firenze. Il traffico è andato in tilt perché una quarantina di mezzi di altrettante ditte di autospurgo si sono mossi a passo d'uomo partendo da viale Guidoni a Novoli, dal controviale davanti al tribunale, per raggiungere Campo di Marte e fermarsi davanti al Mandela Forum. Un lungo percorso dal tribunale al palasport.

Le ragioni della protesta sono quelle delle quali ormai si discute da mesi, per la precisione dalla scorsa estate, senza che sia stato preso nessun provvedimento risolutivo per risolvere la questione che mette a rischio l'attività delle 175 aziende di spurgo toscane, un settore che dà lavoro a 3mila persone. Senza contare che per i privati sarà molto difficile riuscire a farsi vuotare i pozzi neri: il poco posto disponibile dovrà essere riservato prioritariamente a ospedali, scuole e luoghi pubblici...

I camion degli spurghisti iniziano la protesta a Firenze

Dopo la sentenza del Tar della Lombardia che ha stoppato l'utilizzo dei fanghi di risulta in agricoltura, il settore è in forte crisi e con la chiusura agli extraflussi all'impianto Gida di Prato molte ditte toscane dovranno fermare l'attività.

Sul posto è arrivata la polizia di Stato. La protesta improvvisata è stata seguita dagli agenti della polizia municipale, intervenuta per cercare di limitare i disagi al traffico.

Un barlume di speranza arriva dalle parole del presidente del gruppo M5S Toscana, Giacomo Giannarelli. “Finalmente nel Def, grazie all’iniziativa del ministro Sergio Costa, è stato introdotto il parametro soglia per gli idrocarburi che permetterà – nel rispetto di ambiente e salute - il riavvio della pratica di spargimento dei fanghi nei terreni agricoli. Per 25 anni - dice Giannarelli - il nostro Paese è stato privo di una normativa di riferimento: per questa ragione tribunali e procure hanno dovuto sopperire ai vuoti lasciati dalla politica. Il nuovo corso che sarà inaugurato con l’iniziativa del governo permetterà un abbattimento dei costi legati al servizio. Da mesi insistiamo sull’argomento fanghi di depurazione civile anche in Consiglio regionale, tanto da aver presentato un’apposita mozione (approvata) e denunciato lo stato di emergenza. Sosteniamo l’appello di Cna Toscana e della Cispel: La Toscana produce circa 270mila tonnellate all’anno di fanghi e incide per quasi il 10 per cento sul totale nazionale, numeri che chiariscono più di ogni altra cosa le dimensioni del problema e l’urgenza nel dover investire in impianti industriali adeguati”.