La protesta dei disabili
La protesta dei disabili

Firenze, 10maggio 2015 - Dopo la protesta davanti alla Regione di molte persone in sedie a rotelle, otto ore sotto il sole, a sostenere le ragioni dell’associazione Vita Indipendente è intervenuto anche Luca Pampaloni. La precisazione del fondatore dell’associazione riguarda soprattutto il problema dell’Isee, per cui esiste già una legge regionale che esenta dal pagamento le persone con disabilità. «Le richieste dei disabili – spiega Pampaloni - si articolano su questi punti: prima di tutto applicare su tutto il territorio della Toscana  la legge regionale che esenta dalla valutazione Isee le persone facenti parte del progetto Vita indipendente. Questo punto è di fondamentale importanza. Inoltre ricordiamo anche che Vita Indipendente chiede la continuazione del contributo per i disabili gravi già fruitori che superano i 65 anni di età, bandi per l’assistenza personale per la vita indipendente sempre aperti, mantenere e ampliare la franchigia al contributo, no all’utilizzo dei fondi per la vita indipendente per finanziare cose diverse dall’assistenza personale autodeterminata. Infine l’ultima proposta del movimento, che è anche una provocazione alla politica: ‘governatore, assessore e consiglieri regionali – si legge nel testo dei manifestanti - utilizzino giovani volontari del servizio civile come segretari e destinino i soldi così risparmiati all’assistenza personale per la vita indipendente dei disabili gravi’». Alle parole di Luca Pampaloni si aggiungono anche quelle di un’altra importante esponente dell’associazione, Patrizia Pepe. «Non vogliamo essere ghettizzati in appartamenti per disabili – ha spiegato Patrizia Pepe del movimento ‘Vita indipendente’ -, ma poter continuare a applicare il progetto di Vita indipendente che la Toscana ha applicato con quasi dieci anni di anticipo rispetto al resto del Paese. Chi vive in carrozzina può continuare ad essere autonomo grazie ad accompagnatori finanziati con risorse regionali. Il problema è che ci viene richiesta una rendicontazione rigida, praticamente impossibile da gestire dovendo chiamare diversi operatori anche per poche ore».

Laura Tabegna