L’assembramento di sabato sera in piazza Santo Spirito
L’assembramento di sabato sera in piazza Santo Spirito

Firenze, 6 luglio 2020 - E’ stato un lungo weekend quello di Santo Spirito che all’alba di domenica si è svegliato tra resti di bivacchi, cocci e bicchieri di plastica abbandonati in qua e in là dagli irriducibili del marciapiede. Fino alle 4 del mattino sono in tanti gli abitanti che sono rimasti incollati alle finestre per filmare gli incivili di turno e aspettare l’intervento delle forze dell’ordine.

«Verso le 2.30 - racconta Camilla Speranza, una delle anime del gruppo di abitanti dell’Oltrarno - sono arrivati i carabinieri perché chiamati da diversi residenti esasperati dopo quattro ore di urla. Erano in due contro tutti. Purtroppo appena sono andati via, di nuovo l’inferno fino alle 4 del mattino quando sono arrivati gli operatori di Alia per ripulire il sagrato. In buona sostanza, siamo rimasti in piedi fino alle 6 del mattino".

Come se non bastassero gli schiamazzi e i fiumi di alcol, sempre Santo Spirito è stata scelta dai centri sociali per protestare sia venerdì che sabato contro la decisione della Cassazione che ha confermato la condanna per le persone che protestarono nel 2013 contro Casapound.

In duecento, circa, sono partiti da Santo Spirito verso le 23.30 in corteo per chiedere giustizia. "Fascisti, polizia, figli del terrore, vi spazzeremo via" alcuni dei cori intonati dai partecipanti. Per gli abitanti si tratta di una provocazione. Anche se i motivi della protesta come spiegato dagli organizzatori sono altri, per chi vive c’è un legame tra la stretta sui controlli richiesta dal rione e la scelta della piazza simbolo dell’Oltrarno come sede della manifestazione. "Purtroppo - prosegue Speranza - nessuno ci ha dato risposte e in Santo Spirito va sempre peggio. L’unica soluzione è un’ordinanza che vieti la vendita di alcol d’asporto se non a chi è seduto nei locali e una chiusura anticipata dei locali, la festa alcolica deve finire prima".

La comunità dell’Oltrarno ha già contattato alcuni legali e sta valutando se esistono gli estremi per presentare una denuncia. Sempre venerdì è stata scarabocchiata una facciata di un palazzo di via dei Coverelli che tra l’altro era sta appena ripulita e il giorno prima la facciata laterale della Basilica, trattata come una specie di lavagna su cui scarabocchiare quello che salta in testa.

Vani, infatti, sono rimasti gli appelli di padre Pagano e degli altri monaci, che hanno denunciato in prima persona lo scempio quotidiano e hanno proposto di difendere il sagrato con una cancellata. "Noi non ne possiamo davvero più, sono rimasto in piedi a documentare il tutto fino alle 3.30 - conclude Mario Dicomano - anche se so che non servirà a niente. Ieri (sabato, ndr) sia alla municipale che ai carabinieri sono arrivare decine di richieste di aiuto. Il risultato? Siamo rimasti comunque in piedi fino alle 4".

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