Le manovre del centrodestra: "Schmidt in corsa? Sì, probabile". Ma Draghi irrita i vertici di FdI

L’annuncio potrebbe essere imminente e il ritorno del direttore, oggi agli Uffizi con Verde non sembra casuale. "L’attesa ha fatto emergere i dissidi della sinistra" .

Ormai è questione di giorni. Perché tra fine mese e gli inizi di marzo il centrodestra annuncerà il suo candidato sindaco. In pole c’è Eike Schmidt, ex direttore degli Uffizi e persona molto vicino al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano (che ne è lo sponsor principale). Ma è la fuga in avanti (non autorizzata) di Alessandro Draghi a irritare parecchio: "Sì, dovrebbe essere lui, entro il 4 marzo scioglieremo la riserva". Il meloniano lo annuncia a margine di una conferenza stampa, anticipando una delle suggestioni più forti e discusse della corsa alle prossime comunali.

"E’ molto probabile – ribadisce senza rinunciare alla spiegazione – anche perché il civico è quello che, secondo i nostri sondaggi, parte dal 30% in su rispetto a qualunque altro candidato politico". E secondo Draghi la coalizione ha temporeggiato "perché questa volta abbiamo una candidatura forte e autorevole" in ballo. "Ma soprattutto così", prendendo tempo, "ha fatto in modo che riemergessero le ferite e quei dissidi latenti nel centrosinistra, come abbiamo visto negli ultimi mesi con la cacciata degli assessori Martini e Del Re. Cinque anni fa Ubaldo Bocci fu annunciato subito, poi messo nel congelatore e tirato fuori il primo aprile".

Apriti cielo. I vertici nazionali di Fdi, secondo quanto filtrato nelle ultime ore, non sarebbero rimasti troppo contenti dalle dichiarazioni del capogruppo a Palazzo Vecchio. E anche gli alleati hanno storto il naso e non poco. Le parole di Draghi sono subito arrivate a Roma irritando i piani alti di via della Scrofa. È evidente che l’annuncio della candidatura, se mai ci sarà, verrà fatto dai vertici del partito. È poi da non sottovalutare il tempismo: oggi Schmidt, adesso direttore del museo di Capodimonte, sarà a Firenze per il passaggio di consegne con il nuovo direttore degli Uffizi Simone Verde. Dunque verrà certamente assediato con la consueta domanda "Si candida allora a sindaco?", ma non c’è da sperare che al ’papa straniero’ si strappi un sì. Ma la sua presenza non sembra affatto casuale e nemmeno la richiesta di Filippo Verde, nominato da Sangiuliano, di volerlo accanto. "Mercoledì sera avremo un coordinamento, verremo aggiornati in quella sede", rincara Draghi.

È importante annotare da questo punto di vista – come ha riportato Il Foglio sabato scorso – il pranzo a pochi passi da Palazzo Madama, nel rinomato ristorante Casa Bleve, tra il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il deputato e responsabile organizzativo del partito Giovanni Donzelli (che poi è il dominus in Toscana), lo stesso Schmidt e l’archistar Calatrava.

Ma su quel pranzo Donzelli, parlando a Toscana Tv, ha minimizzato: "Smentisco si sia parlato di candidature. Con Eike parliamo spesso anche solo di arte, è una persona piacevole. Il nostro candidato lo annunceremo quando i tempi saranno maturi. Visto che a quella tavola c’era Calatrava si è parlato di tutt’altro". La battaglia per strappare il capoluogo toscano al centrosinistra è in corso, le interlocuzioni con Schmidt sono ormai quotidiane. Anche perché il tempo passa, la vera campagna elettorale si avvicina e gli avversari (alcuni non candidati ma registi della partita) – da Sara Funaro a Cecilia Del Re, da Dmitrij Palagi a Tomaso Montanari a Stefania Saccardi – sono agguerriti. Per il centrodestra sembra arrivato il momento delle decisioni. Ma a denti stretti, Draghi fa sapere che se l’italo tedesco dovesse declinare l’invito di Fratelli d’Italia, ci sarebbero altri due nomi che il coordinamento di centrodestra starebbe valutando. Uno è di sicuro Stefano Gabbrielli, classe 1965 e ad di Enic, "e un altro nome che per ora è top secret".

Niccolò Gramigni

Antonio Passanese

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